Energia

7 agosto 2018Silvia Pagliuca

Auto elettrica, meglio le colonnine degli incentivi economici

Ricerca di Eurac, Alperia e Jaguar: l'assenza di infrastrutture di ricarica crea «range anxiety». Alto Adige all'avanguardia in Europa: immatricolazioni raddoppiate in un anno

Nel 2017, nel mondo, sono stati immatricolati più di 1,2 milioni di veicoli elettrici, con un costante aumento di anno in anno. Ma cosa spinge le persone a passare da un veicolo tradizionale a uno elettrico? Gli incentivi economici all’acquisto, si dirà. Già, ma non basta. A pesare moltissimo nella scelta è la presenza (o peggio, l’assenza) di infrastrutture di ricarica. Le barriere tecnologiche creano infatti barriere psicologiche, inibendo i potenziali utilizzatori. Basti pensare alla cosiddetta «range anxiety» e alla preoccupazione legata ai tempi necessari per ricaricare la propria auto. Tutti aspetti identificati dalla ricerca condotta da Eurac Research, Green Mobility, Alperia e Jaguar Land Rover. 

Analizzando oltre 100 report tematici, 19 interviste qualitative e 1.817 risposte online fornite da residenti e turisti, si è fatto luce su quali sono gli input e quali gli ostacoli legati all’acquisto dei veicoli elettrici ed è apparso chiaramente come per abbandonare l’auto tradizionale siano fondamentali strategie fatte di «stick and carrot», bastone e carota. Ovvero: penalizzare da un lato l’uso di veicoli inquinanti, ad esempio con l’accesso limitato ad alcune zone, e promuovere dall’altro l’adozione di veicoli più sostenibili con la creazione di ciclovie, il lancio campagne di sensibilizzazione e l’intensificazione del trasporto pubblico.

All'avanguardia

A oggi, la Provincia di Bolzano è la realtà più all’avanguardia del Paese quanto a sostenibilità, tanto da essere stata ribattezzata la «green region d’Italia». Qui, circa il 56% del consumo di energia è soddisfatto dall’impiego di fonti rinnovabili, percentuale quadrupla rispetto alla media europea e italiana. Entro il 2020 si dovrebbe raggiungere il 75% ed entro il 2050 il 90% grazie alla presenza di centrali idroelettriche e di teleriscaldamento a biomassa, di impianti a biogas, eolici e geotermici. Quanto alla mobilità, nel 2015 è stata approvata una legge provinciale che mira a raggiungere la piena mobilità alpina sostenibile entro il 2030 attraverso lo sviluppo del trasporto pubblico, della mobilità elettrica e dell’intermodalità. E numerosi sono gli incentivi economici: fino a 4 mila euro per l’acquisto di auto elettriche con l’esenzione dal pagamento del bollo per i primi tre anni e un contributo fino a 1.000 euro per l’istallazione di una colonnina di ricarica domestica. A marzo 2018, inoltre, è stato firmato l’accordo tra Alperia ed Enel X per garantire l’interoperabilità delle colonnine Enel-Alperia. A ciò si aggiunge il fatto che proprio in Alto Adige il colosso Tesla ha la più alta densità di colonnine in Italia con circa 70 destination charger e che presso il Centro per l’idrogeno di Bolzano Sud è già presente il primo distributore di idrogeno dell’Alto Adige e d’Italia. Non solo: da maggio 2018 è arrivata a Merano la prima Hypercharger, la colonnina di ricarica ultraveloce che si aggiungerà ai 7 punti di ricarica veloce già presenti sul territorio a Brennero, Bolzano e nella stessa Merano. Ma l’obiettivo più ambizioso è quello che guarda al 2021, anno entro il quale sul suolo provinciale saranno predisposte 5 mila colonnine di ricarica che si aggiungeranno ai 150 punti di ricarica pubblici già presenti, rendendo quella di Bolzano la provincia italiana con più colonnine per l’abitante. 

Questo mix di misure ha contribuito all’immatricolazione di circa 600 veicoli elettrici negli ultimi 5 anni, un numero ancora esiguo ma che sta aumentando in modo regolare (tra il 2016 e il 2017 le immatricolazioni sono raddoppiate). Migliorare la copertura infrastrutturale, infatti, è la prima leva per incrementare l’uso dei veicoli elettrici. Come dimostra la ricerca, più degli incentivi monetari o fiscali, è la user experience, cioè la facilità di accesso e utilizzo a punti di ricarica veloci e standardizzati, a fare la differenza. E fondamentale, affinché ciò avvenga, è la collaborazione tra tutti gli attori, pubblici e privati. Sono d’esempio, in questo senso, le politiche adottate in alcuni Paesi particolarmente all’avanguardia. Si pensi a Mendrisio, nella Svizzera Italiana, dove dal 1995 lo Stato ha lanciato quattro bonus fiscali per sostenere l’acquisto di auto elettriche, riducendo del 50% le emissioni di anidride carbonica e quelle relative agli ossidi di azoto del 70%. Ad Amsterdam, invece, i cittadini hanno a disposizione una rete di fast charge ogni 300 metri, mentre a Oslo si punta a ridurre a zero le emissioni prodotte dai veicoli entro il 2025 utilizzando un pacchetto di misure fatto di alti livelli di tassazione per le auto a motore a scoppio, incentivi all’acquisto di veicoli elettrici, accesso gratuito a parcheggi e autostrade. Ma, non solo in Europa: in Giappone, secondo una recente indagine di Nissan rilanciata dal World Economic Forum, ci sono più colonnine di ricarica per veicoli elettrici che pompe di benzina, ovvero oltre 40mila punti per ricaricare le batterie contro 34mila stazioni di servizio tradizionali. 

Lungo periodo

Inoltre, determinante nella decisione d’acquisto è la convenienza economica di lungo periodo: le persone vorrebbero ricevere più informazioni non solo su quanto costa acquistare un’auto elettrica e su quali incentivi si possono ricevere, ma anche sui benefici economici legati ai risparmi accumulabili nel tempo. Secondo gli esperti di Eurac Research, percorrendo in media 15 mila chilometri l’anno, servono circa otto anni per ammortizzare il costo superiore di un’auto elettrica rispetto a una tradizionale, ma all’aumentare dei chilometri percorsi annualmente questo periodo si riduce e quindi l’auto elettrica diventa più conveniente, anche grazie ai minori costi di manutenzione del motore. 

Non resta dunque che continuare a lavorare per diffondere una nuova cultura, più green, più sostenibile, più integrata, non limitandosi alla mera incentivazione ma agendo in una cornice strategica di ampio respiro.