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12 settembre 2017Johanna Roellecke

Masi, hotel, convitti: ecco le scelte dei CasaClima Awards

In gara progetti di edilizia sostenibile provenienti da tutta Italia. L’Alto Adige si conferma ai vertici dell’efficienza energetica con tre «cubi d’oro»

Un maso, un albergo, una casa, una scuola d’infanzia e un convitto. Sono questi cinque esempi di architettura che non potrebbero essere più diversi tra loro. Eppure in questo caso c'è una cosa che li accomuna tutti: l’attenzione al controllo dei consumi energetici abbinata con qualità architettonica, funzionalità e comfort indoor. Stiamo infatti parlando dei vincitori della quindicesima edizione CasaClima Awards 2017, premio nazionale per i migliori e più innovativi esempi di efficienza energetica in edilizia. Individuati tra i 1390 edifici che nel 2016 hanno ricevuto il marchio di qualità di CasaClima — l’agenzia altoatesina per la certificazione energetica — sono questi i progetti che più di tutti gli altri hanno saputo «interpretare» l’efficienza energetica con virtuosità architettonica e progettuale.

Il maso Saxer di Vipiteno, la casa IF di Brunico e il convitto Fürstenburg di Burgusio: ben tre delle eccellenze vincitrici del constest sono altoatesine. E questo non a caso. Da sempre l’Alto Adige è leader italiano nel campo dell’edilizia sostenibile e da gennaio di quest’anno gli standard CasaClima A per tutti gli edifici di nuova costruzione sono obbligatori in tutta la provincia di Bolzano.

I «cubi d’oro» per i vincitori: c’è anche il premio del pubblico 

È stato l’assessore all'Ambiente della Provincia di Bolzano, Richard Theiner, a consegnare il primo «cubo d’oro» ai proprietari del maso Saxer di Vipiteno. Secondo il giudizio della giuria tecnica, si tratta di un lavoro di risanamento energetico rispettoso del carattere tipico delle costruzioni rurali alpine che ha saputo preservare «l’autenticità dell’architettura e dei materiali», trasformando il vecchio maso in una «moderna CasaClima A, sinonimo di comfort e alta qualità costruttiva». Anche il resort Gallo Senone di Senigallia (Ancona) — un vecchio casolare agricolo trasformato in un confortevole ed energeticamente efficiente resort di campagna attraverso il percorso di certificazione ClimaHotel — è stato premiato per le sue «scelte costruttive e gestionali rispettose dell’habitat e delle tradizioni locali». Un altro premio è stato assegnato alla casa IF di Brunico per «l’elevato standard costruttivo e per la qualità degli ambienti interni che ne fanno un tipico esempio di CasaClima A». La giuria ha inoltre assegnato un premio alla scuola d’infanzia Levaldigi a Savigliano (Cuneo) per aver saputo raggiungere le prestazioni ambientali ed energetiche richieste dalla certificazione CasaClima School R in un edificio degli anni venti. L’ultimo premio della giuria è andato al convitto Fürstenburg a Burgusio (Bolzano). Oltre che per la sua qualità energetica e architettonica l’edificio è stato premiato anche per «l’innovativa collaborazione tra la Provincia e imprese private». Il Premio del Pubblico assegnato per il quarto anno consecutivo attraverso un sondaggio online — si poteva scegliere tra una rosa di 25 progetti preselezionati dalla giuria — è andato alla casa di Luce a Bisceglie (Bari). 

I premiati: «Ambasciatori del clima e dell’ambiente»

 «I CasaClima Awards non solo vogliono premiare gli esempi migliori di efficienza energetica in edilizia, ma sono anche uno strumento per sensibilizzare committenti e progettisti in tutta Italia— ha spiegata il direttore dell’agenzia, Ulrich Santa —. Il nostro obiettivo finale è sempre quello di divulgare e promuovere le buone pratiche legate all’edilizia sostenibile. I vincitori, in tal senso, sono i nostri ambasciatori della tutela del clima». E di rivestire questo ruolo i premiati sono stati più che fieri: «La realizzazione di un edificio CasaClima nel mio comune— dice Claudio Cussa, ex-sindaco di Savigliano in provincia di Cuneo e vincitore del premio — è la cosa di cui sono più orgoglioso del mio mandato». E anche i proprietari del maso Saxer di Vipiteno non hanno mai dubitato di aver fatto la scelta giusta: «Per noi l’aspetto della sostenibilità è sempre stato molto importante, anche in edilizia. Ma vent'anni fa non c’era ancora la certificazione — ha commentato Gisela Mair, committente dell’opera —. Poi, quando abbiamo deciso di ristrutturare e riqualificare il vecchio maso è stata una scelta naturale farlo secondo i requisiti dell’agenzia».