Cultura

15 marzo 2018Johanna Roellecke

Cinema, design, architettura: la fantasia fa volare l'industria

Le imprese culturali in Alto Adige crescono a doppia cifra. Nasce «Film & Creative Industries», il nuovo ecosistema per accelerare lo sviluppo del settore

Con la cultura non si mangia? In Alto Adige si. Quasi 2 miliardi di euro di valore prodotto e 33.700 posti di lavoro distribuiti su 4.936 imprese. Sono questi alcuni dei dati — rilevati dal rapporto «Io sono Cultura» della fondazione Symbola — che fotografano la performance del sistema produttivo creativo trentino-altoatesino nel 2016. La regione è la seconda in Italia per crescita della ricaduta economico-occupazionale delle industrie culturali e creative: negli ultimi 5 anni ha registrato un +7,2 % rispetto allo +0,8% in tutt’Italia. Un settore in crescita sul quale l'Alto Adige punta forte, facendo rete: così IDM Alto Adige ha dato vita ad un nuovo Ecosystem, dedicato a «Film & Creative Industries».

I dati fissano un Alto Adige in ottima salute «creativa»: i comparti con la performance di crescita migliore sono il design (+26,7%), i videogiochi e software per l’intrattenimento (+39,7%), ma spicca anche il campo di cinema, radio e tv (+16,1%) e quello dell'architettura (+12,9%). Un settore, quindi, quello della creatività, che produce utile, occupazione e che sempre di più si pone come uno dei punti di forza dell’economia altoatesina. Tanto che nella Provincia Autonoma concorre pure alla specializzazione intelligente del territorio, la strategia per lo sviluppo economico definita su richiesta di Bruxelles come condizione preliminare per l'accesso ai finanziamenti europei. Non sorprende quindi che anche IDM Alto Adige — punto di riferimento per tutti i servizi legati allo sviluppo competitivo delle aziende altoatesine — abbia deciso di dedicare particolare attenzione al sistema creativo locale. Il 6 marzo al NOI Techpark di Bolzano è stato inaugurato il nuovo Ecosystem con un incontro informale —«Get together» — al quale hanno partecipato tutti gli stakeholder del settore creativo altoatesino, da singole realtà creative, imprese culturali e non fino ad associazioni locali. A portare alla community altoatesina la sua esperienza a livello italiano è stata la special guest della serata Romina Surace, coordinatrice del sopra citato rapporto di Symbola, fondazione non-profit con sede a Roma che attraverso la messa in rete di persone, soggetti politici ed economici punta a diffondere in Italia un modello di sviluppo basato sulla qualità.

Renate Ranzi (IDM Alto Adige) e Romina Surace (Symbola)

«Imprese più competitive grazie alla creatività»

Gli obiettivi della nuova task force all’interno dell’area Development di IDM sono due: accrescere la competitività del sistema culturale e creativo altoatesino e rendere le competenze e potenzialità del settore fruibili anche per altri settori dell’economia locale. Perché, come ha spiegato Surace durante il suo intervento, il mondo creativo-culturale investe sempre di più anche i settori economici tradizionali: «Tra il 2012 e il 2014 il 29% delle aziende italiane, operanti nel settore dell’industria o dei servizi, ha investito le proprio risorse in creatività, incorporandola nei processi produttivi. Una decisione che è stata ripagata. La loro performance rispetto alle altre realtà economiche si era dimostrata nettamente migliore - ha ricordato la studiosa di origini altoatesine - È questo l’esito di un processo di culturalizzazione dei settori non creativi — ha continuato —. Sempre più spesso beni e servizi hanno una doppia natura: devono essere funzionali ma allo stesso tempo creare significato attraverso la veicolazione di valori ed emozioni». Dall’ambito del food, dove diventa sempre più importante l’aspetto estetico, ad aziende come Alessi, che trasformano banali strumenti funzionali in oggetti-giocattoli  e di design, esempi ne sono tanti, anche in Alto Adige: «Le case CasaClima sono edifici che coniugano, spesso in maniera molto creativa, tutte le varie esigenze che un’abitazione possa avere, dall’efficienza energetica alla funzionalità fino alla componente estetica. La ristrutturazione del Masio Saxer, un progetto realizzato dallo studio di architetti «Kup» di Bressanone, premiato l’anno scorso con il CasaClima Award, lo dimostra perfettamente». Ma anche alla luce degli ultimi avanzamenti tecnologici la creatività guadagna importanza nel mondo dell’economia: Secondo uno studio recente del McKinsey Global Institute, ha spiegato Surace, in Europa 54 milioni posti di lavoro sono a rischio di essere sostituiti da macchine. «Quello su cui l’automatizzazione invece non può intervenire è l’asset del potenziale umano, le cosiddette softskills, di cui fa parte anche la creatività».

Tutti motivi per i quali diventa fondamentale dare una spinta all’industria creativa e culturale altoatesina, ne è convinta Renate Ranzi, coordinatrice nel nuovo Ecosystem Film & Creative Industries e co-coordinatrice della Film Fund & Commission di IDM: «L’economia creativa presenta in Alto Adige un notevole potenziale economico e di innovazione non ancora sfruttato — ha sottolineato —. Bisogna mettere in rete tutti i vari stakeholder locali del settore in modo che imprese e creativi si connettano per dare vita a idee, prodotti e servizi originali e innovativi». E per indirizzare al meglio la crescita delle industrie creative e del settore cinematografico verso l’innovazione ci vuole una strategia sensata: «Svolgeremo un’analisi con il supporto scientifico dell’Istituto per lo sviluppo regionale di Eurac Research – ha continuato Ranzi —. Per il 2018 è importante costruire una base solida di nomi e dati per poter fare azioni ancora più mirate, definire bene le priorità del settore sul territorio e i prossimi passi da compire. Contemporaneamente, nell’ambito del progetto europeo Interreg Europe Regional Creative Industries Alliance (Rcia), cerchiamo di imparare da altri territori europei inglobando le loro best practice nella strategia per l’Alto Adige».

Apre a Merano la Cine Chromatix: «Forte segnale per tutto il sistema creativo»

In gruppi di lavoro tematici vengono poi affrontate e discusse materie e tendenze rilevanti per il settore, tra l’altro quelle legate al settore cinematografico, in particolare per quanto riguarda le più avanzate tecniche di postproduzione: «La tendenza va sempre più verso il digitale e bisogna che gli operatori locali del settore si preparino al futuro. L’insediamento della Cine Chromatix Italy a Merano, una cooperazione tra l’altoatesina Ammira Film e la Cine Chromatix, casa berlinese specializzata nei Visual Effects (VFX), è stata sicuramente un forte segnale per tutto il sistema altoatesino». All’insegna dello scambio e dell’avvio di sinergie saranno anche le prossime iniziative del nuovo Ecosystem di IDM. «Per far sì che i creativi possano crescere sul territorio a vantaggio di tutto il sistema economico locale —ha concluso Ranzi  — nei prossimi mesi saranno in programma altri “Get together”, cioè degli incontri dedicati al matchmaking tra singoli operatori, realtà culturali e attori dell’economia tradizionale».