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25 ottobre 2018Silvia Pagliuca

Sicurezza e sviluppo montano: le Nazioni Unite scelgono Eurac

Cambiamenti climatici, prevenzione delle catastrofi, trasporti e turismo sostenibile: ecco gli ambiti della collaborazione

La bandiera azzurra delle Nazioni Unite sventola davanti alla sede dell’Eurac Research di Bolzano. Segno di una collaborazione che cresce e diventa sempre più forte, tanto da rendere il capoluogo altoatesino sede ufficiale di una struttura ONU. Protagonista: la montagna. «Il futuro dell’umanità dipende dalla sopravvivenza dell’ambiente alpino – spiega il presidente di Eurac Research, Roland Psenner – un tema a cui, da oltre 25 anni, dedichiamo studi e ricerche. Progetti all’avanguardia che hanno portato le Nazioni Unite a prendere a modello il nostro operato, scegliendoci come partner in una collaborazione volta a promuovere sicurezza e sviluppo sostenibile nelle aree montane di tutto il mondo». Il prestigioso programma di cooperazione, inaugurato con un workshop di tre giorni, si chiama GLOMOS (Global Mountain Safeguard Research) e vede l’Eurac Research collaborare con l’Università delle Nazioni Unite (UNU-EHS) di Bonn su diversi progetti. L’Istituto di Bolzano, infatti, ha sempre affrontato i bisogni dell’ecosistema alpino da diverse prospettive: ambiente, economia, migrazione, trasporti, turismo e cambiamenti climatici. Aspetti che saranno integrati da altre analisi, riguardanti la medicina di emergenza, i diritti delle minoranze, lo sviluppo regionale, le energie rinnovabili e le Alpine & Green Technologies.

Le regioni di montagna, infatti, rappresentano circa un quarto di tutta la superficie della Terra e anche se solo il 13% della popolazione mondiale vive in questi territori, sono fondamentali per la tutela della biodiversità, per lo sviluppo globale dell'agricoltura e per la sicurezza alimentare. «Si tratta di zone particolarmente sensibili e soggette ai pericoli naturali, come agli effetti dei cambiamenti climatici o ai terremoti. Aree che meritano tuta la nostra attenzione e la collaborazione con l’Università delle Nazioni Unite consentirà un proficuo scambio di know how e di esperienze» continua Psenner. L'UNU, infatti, già dagli anni ’70 del secolo scorso, ha avviato progetti internazionali e cooperazioni di ricerca in questo campo. «Nel 1992 con la sottoscrizione dell’Agenda 21, documento che indica le linee guida dello sviluppo sostenibile condiviso da 178 Stati, è stato costituito un capitolo interamente dedicato alla montagna», precisa Jörg Szarzynski, coordinatore scientifico del programma GLOMOS. Un capitolo che ora sarà ulteriormente ampliato. «In questo contesto è sempre più importante avviare azioni e progetti comuni – dichiara il direttore dell’Istituto di Bonn, Dirk Messner, anticipando una prima proposta – Con il sostegno finanziario di partner dall’Europa meridionale e della Germania, nei prossimi anni potrebbe essere studiata e migliorata la gestione delle acque nella regione mediterranea del Nord Africa, favorendo il contrasto alla migrazione economica da queste aree».

Si compone così il nuovo corso di una collaborazione tra UNU ed Eurac Research iniziata già dieci anni fa, sempre per ricerche legate ai rischi e alle vulnerabilità nelle aree montane. «Abbiamo sempre lavorato in questo campo, raccogliendo i dati ambientali e satellitari per l'intera regione alpina. Dati che, consentendoci di realizzare previsioni per la gestione dell'acqua, sono utili per la produzione di elettricità da energia idroelettrica, ma anche per la gestione di pericoli naturali come frane e cadute massi», specifica Stefan Schneiderbauer, geografo di Eurac Research. E la cooperazione da ora in poi sarà ancora più intensa, come dimostra la tre giorni ospitata a Bolzano con la partecipazione di 150 cervelli provenienti da tutto il mondo: rappresentanti dell'ONU, ricercatori di varie discipline, professionisti e decisori politici riflettono insieme sulle grandi sfide che le regioni alpine dovranno affrontare nei prossimi decenni, in un contesto di crescita demografica globale, scarsità di risorse e climate change.

La cooperazione con l'UNU è vista inoltre come un’ottima opportunità per le aziende locali di conoscere nuovi mercati. Per questo, in occasione della conferenza internazionale, al NOI Techpark è stata organizzata un’esposizione dedicata alle aziende che progettano prodotti per la gestione sostenibile delle regioni di montagna con la partecipazione anche dei servizi altoatesini di soccorso alpino.