Infrastrutture

22 agosto 2017Stefano Voltolini

Oggi Huawei, domani Maccaferri: ecco le 60 aziende che hanno scelto il NOI Techpark

Una su tre verrà accolta già ad ottobre, le altre nel primo modulo di ampliamento tra un anno. Kompatscher: «La base per il futuro»

I progetti avveniristici sulle infrastrutture per la safe city di Huawei enterprise e quelli sui nuovi modelli di trasporto sostenibili portati avanti da Leitner. Le soluzioni tecnologiche delle startup  – e di aziende consolidate (Maccaferri) che hanno scelto l’Alto Adige per l’ecosistema diffuso di innovazione, sfruttando la prossimità di centri di ricerca, università, l’alta qualità della vita, la propensione all’innovazione. Tutto questo è il contenuto del NOI Techpark, il nuovo parco tecnologico di Bolzano sud, che aprirà il 2 ottobre. Alla presenza del governatore Arno Kompatscher, è stata presentata la ventina di realtà che si insedierà nel primo modulo di ampliamento, il D1, per le aziende private, pronto fra un anno. Complessivamente saranno 60 le aziende che troveranno posto nel parco gestito da IDM Alto Adige-Südtirol.

«Dove l’innovazione succede davvero»

«Un parco tecnologico è tale solo se ci sono imprese private» esordisce il presidente della Provincia di Bolzano visitando il cantiere del modulo D1. Con centri di ricerca, istituti universitari e startup il NOI sarà il motore dell’Alto Adige in fatto di ricerca e sviluppo. D1 è il primo di diversi moduli di ampliamento pianificati che il committente Business Location Südtirol (Bls) costruirà per l’imprenditoria su incarico della giunta provinciale. «Il NOI – continua Kompatscher - diventerà un luogo di confronto tra le aziende, la scienza e la ricerca. Tutti assieme promuoveranno le attività di ricerca e sviluppo in Alto Adige e costituiranno la base per far restare competitiva la nostra economia. Questa infrastruttura è l’ambiente dove l’innovazione può succedere davvero». 

Il modulo D1

Diciotto le realtà che saranno accolte nel D1, tra le quali figurano Grandi salumifici italiani, il gruppo di cui fa parte Senfter - che al NOI lavorerà a salumi innovativi -, e il Maccaferri innovation center. Eurac, il centro di ricerca altoatesino, si insedierà con l’istituto di medicina d’emergenza in montagna e la nuova camera climatica TerraXcube. Tra le aziende Holz Pichler (di Nova Ponente), che si occuperà di prototipi in legno rinforzato, Hydrologis (Bolzano), rivolta allo studio dei rischi idrogeologici, Insiel Mercato (Trieste), che nel parco tecnologico accelererà la produzione di software per il settore sanitario e la pubblica amministrazione. Kwb Italia (Bolzano) svilupperà al NOI soluzioni di domotica e impianti di riscaldamento a biomassa. Micro Aerial Vehicles Technology (Torino) è invece uno spin off del Politecnico di Torino che produce droni a guida remota e autonomi. «Le domande delle imprese interessate – spiega Ulrich Stofner – direttore di Bls – sono state valutate dalla commissione di ammissione, che ha deciso in base ai criteri emanati dalla giunta provinciale. Tra questi, il fatto di condurre progetti di ricerca e di rafforzare tramite la propria attività la location economica Alto Adige». Le imprese potranno trasferirsi dopo il 26 ottobre 2018, quando le imprese costruttrici – Volcan di Ora, Elektro Ebner e Elektro Haller dall’Oltradige e Schmidhammer di Brunico – avranno finito il loro lavoro. 

Startup e hi-tech

Con l’inizio dell’attività del parco tecnologico a inizio ottobre 2017 si trasferiranno le imprese. Un’azienda, Leitner, si trova dal 2006 nell’area. A questa si aggiungeranno 13 startup e 20 tech companies, tutte attualmente insediate nell’incubatore di imprese di IDM Alto Adige in via Siemens a Bolzano. Per le startup si va da Gboard – che sviluppa Greenboard, mezzo di trasporto multifunzione con un motore elettrico integrato – a Cora Happywear, focalizzata sull’abbigliamento equo e sostenibile. «Tutte le startup avranno un servizio di accompagnamento, di coaching, che servirà ad accelerarne la crescita» spiega Johann Pichler, presidente di IDM. «In questo modo si prepareranno all’incontro con gli investitori».

Huawei enterprise

Nelle aziende tecnologiche figurano Be Smart – che sviluppa soluzioni open source per la mobilità sostenibile, come E-Share -, Tecno-One, incentrata sui disegni meccanici e l’analisi strutturale di elementi meccanici, e naturalmente Huawei enterprise con il partner locale Saidea. La divisione infrastrutture Ict del colosso cinese costruirà un Innovation hub per le attività R&S nei settori green, alpine, food, automation e welfare. Inoltre Huawei è già partner tecnologico di Alperia per la rete Alperia Fiber e per il sostegno di progetti nei settori IoT e nell’industria 4.0. A Bolzano sud porterà 4-5 dipendenti per elaborare infrastrutture Ict nel campo della safe e smart city e dell’Internet of Things, come spiega Stefano Andreotti, senior channel sales manager della multinazionale – costituita dalle divisioni enterprise, consumer (smartphone) e carrier (reti fisse e mobili) – che ha 170mila dipendenti nel mondo e un fatturato di 75 miliardi di dollari. Alla pari delle altre realtà, anche Huawei ha dovuto sostenere la procedura di selezione. «Il processo– afferma Andreotti - non è stato semplice, la commissione è stata tosta, ma siamo riusciti a far parte di questo progetto innovativo. Nel nuovo parco estenderemo la capability di ricerca e sviluppo sui progetti per i mercati hospitality, turismo, agricoltura, industria 4.0. Qui sul territorio abbiamo due partner, Saidea per la system integration e Arrow per la logistica».

Leitner

Un altro attore di primissimo piano, convinto della bontà del progetto, è Leitner. La spa di Vipiteno, specializzata negli impianti a fune per la mobilità (con un fatturato di 800 milioni e 3.500 dipendenti nel mondo, mille in Alto Adige), è presente dal 2006 nell’edificio di via Volta dove svolge una parte delle attività R&S nei settori impianti a fune, sistemi di trasporto urbano e energia eolica. Sono circa 60 i collaboratori specializzati del presidio. «Proprio negli uffici di Bolzano – spiega il ceo Anton Seeber – è stato completato lo sviluppo dei carrelli su cui viaggiano i minimetri di Pisa e Miami e di impianti a fune urbani come per esempio quello di Città del Messico. Il nostro gruppo industriale ha avviato collaborazioni con università e centri di ricerca di Pisa, Trento, Rovereto, Perugia, Monaco, Parigi, Lione, Vienna e Innsbruck. Crediamo quindi che un’istituzione come il Techpark di Bolzano possa avere il suo ruolo di preminenza nel nostro contesto territoriale. Possiamo immaginarci qui una fattiva collaborazione con università e parco su specifici progetti che investono il settore della ricerca e sviluppo. Una collaborazione che deve essere definita chiaramente riguardo a tempi, costi e tutela del know-how. Siamo pur sempre un’azienda in concorrenza». Le realtà coinvolte nel progetto sono sui blocchi di partenza. Per il NOI la prossima scadenza è il due ottobre, quando aprirà la parte centrale.

L'elenco delle aziende e i moduli

Per il modulo A1 (che apre a ottobre) le startup sono PulseLab, Thimus, Gboard, Lineboy, Cartorender, Bpco Media, Datatellers, Gipsyway, Cora Happywear, Mirnagreen, Hbi, Functional Gums. Per le aziende tecnologiche spazio a Be Smart, Digital Lighting, Driwe, Ethical Software, Exida, Fos, Huawei/Saidea, Multiprotexion, Smarteam, Tecno-One, Torghele-Cibo labs.

Il primo modulo di ampliamento, D1, sarà pronto nell’ottobre 2018. Ospiterà le aziende Cisma (Bolzano), Grandi salumifici italiani (Modena), gruppo di cui fa parte l’altoatesina Senfter, Holz Pichler (Nova Ponente), Hydrologis (Bolzano), Insiel Mercato (Trieste), Kwb Italia (Bolzano), Maccaferri con l’innovation center, Micro Aerial Vehicles Technology (Torino), Mountain-Eering (Bolzano), R3 Gis (Merano), Riskprotect (Vipiteno), Tau Logic (Genova), Veil Energy (Bolzano), Warda (Bolzano), Weico Maschinenbau (Velturno). Nel modulo anche Eurac Research e l’ufficio Formazione maestri professionali della Provincia.