Innovazione

27 luglio 2017Stefano Voltolini

Noi, nasce il laboratorio outdoor targato Eurac. E tra le aziende arriva Huawei

Presentata la nuova area per le sperimentazioni all'interno del Techpark. Il 2 ottobre l'apertura

Inizia a battere il cuore del Noi Techpark, il parco scientifico e tecnologico da oltre cento milioni di euro con il quale l’Alto Adige punta ad accelerare ancora il proprio tasso innovativo. «Questo è un pre-opening del nuovo incubatore» dice Ulrich Stofner, direttore di BLS, la Business Location Südtirol, presentando i nuovi laboratori a cielo aperto di Eurac Research. Sullo sfondo, i cubi di vetro della struttura che ormai delinea il panorama di Bolzano sud. A favore del Noi – acronimo di Nature of Innovation -, aperto dal prossimo 2 ottobre, la Provincia di Bolzano ha stanziato ulteriori tre milioni di euro. E tra le venti aziende che avranno una sede ci sarà anche Huawei, colosso cinese delle telecomunicazioni. Il parco diventa così un punto di riferimento tecnologico globale. L’area coordinata da Eurac Research, altamente tecnologica, è composta da strutture modulari. Ospita un intero impianto di teleriscaldamento – per il quale si studia l’efficienza a basse temperature – e i banchi di prova per sistemi fotovoltaici integrati in edifici e reti.

Le cinque infrastrutture

Il sito, nella parte sud del Noi, è occupato da cinque diverse infrastrutture per i test. Il PV integration lab è formato da una facciata e da una copertura rotante per testare il fotovoltaico integrato negli edifici e da due container attrezzati per testare impianti solari collegati a batterie. A questi si aggiunge l’Energy exchange lab che riproduce una rete di teleriscaldamento e teleraffrescamento di nuova generazione. «Qui testiamo in condizioni reali – volutamente – dei prodotti innovativi pensati per facilitare la riqualificazione energetica di edifici esistenti. Lavoriamo a fianco delle aziende per promuovere sempre di più l’efficientamento energetico e l’utilizzo di energia pulita», afferma Wolfram Sparber, direttore dell’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac. «Sono più di cento le aziende europee con cui stiamo collaborando in questo momento in oltre 30 progetti di ricerca applicata. E tra queste la quota di aziende locali e regionali, oggi circa un quarto, è in costante aumento». Guardando fuori dall’Alto Adige, il centro fa da ponte con il colosso californiano Applied Materials e coinvolge numerose aziende, italiane e internazionali: si va da Clivet (Feltre) alla svedese Nibe, passando l’austriaca Heliotherm. A livello locale partecipano ai progetti di Eurac Leitner, per il fotovoltaico Elpo e Solar Living, per le facciate Stahlbau Pichler, Frener & Reifer, Rubner, per la ventilazione Euroclima.

Test in situazioni reali

L’istituto di Eurac ha un fatturato nei progetti basati sull’energia di 6 milioni di euro, di cui 4 provengono da soggetti terzi, sia pubblici che privati. L’investimento per il laboratorio outdoor è di 700.000 euro. «L’infrastruttura ci permette di effettuare i test in situazioni reali» spiega Sparber. Si provano i sistemi fotovoltaici elettrici, i collettori solari a 200 gradi, le pompe di calore e le logiche delle reti di teleriscaldamento. L’impianto in piccolo installato nell’area consente di capire i trend a basse temperature, a circa 20-25 gradi, sfruttando il calore di scarto di supermercati, acciaierie, perfino dei data center con i loro sistemi di raffreddamento.  Nello spazio vuoto sorgerà una vera facciata orientabile sud-nord di dimensioni 4 per 3 per 8 metri, sulla quale montare gli impianti tecnologici da provare. L’investimento è di 500.000 euro.

Soddisfatti alla presentazione, oltre a Sparber, tutti i presenti: Stofner, che è responsabile  direttore di BLS, l’ azienda provinciale che si occupa della infrastrutturazione del parco e, anche, direttore del Dipartimento economia della Provincia Autonoma di Bolzano,Hubert Hofer, responsabile del development di IDM, azienda speciale per l’economia dell’Alto Adige, il direttore di Eurac Research Stephan Ortner e il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi.«Parliamo di contenuti e non di muri» afferma Stofner. «Qui abbiamo preparato il primo laboratorio del Noi Techpark, esemplare, emblematico. Il parco tecnologico congiunge la ricerca con il mondo delle imprese, integra le aziende agli istituti specializzati». L’apertura della struttura su un’area di 12 ettari è prevista per il 2 ottobre. Il cantiere a cui lavorano 250 operai è quindi in via di ultimazione.

«Il Noi – prende la parola Hofer di IDM – serve anche per attrarre nuovi talenti e nuove imprese, fuori dall’Alto Adige. Siamo affamati di ingegneri, di ricercatori, di talenti diversi con le loro idee di business e di startup». La provincia di Bolzano vuole essere attrattiva il più possibile alle energie esterne, per favorire anche la crescita interna. Non chiusura quindi ma apertura. «Qui abbiamo diverse competenze di nicchia da valorizzare e progetti eccellenti». «La collaborazione tra città e Provincia funziona – aggiunge Caramaschi -. La Bolzano del futuro non è così lontana. Una città ordinata, intelligente, che diventa snodo di comunicazione attrae anche capitali esteri».

Il laboratorio outdoor è un assaggio delle infrastrutture di Eurac Research che nei prossimi anni prenderanno forma nel sito. Altri dieci laboratori dedicati a energie rinnovabili, monitoraggio ambientale, studio dei reperti antichi si trasferiranno nel parco. «A questi si aggiunge la camera climatica che simulerà tutti i climi della Terra – afferma il direttore Ortner -. Il cuore tecnologico di Eurac si sposterà qui e questo è solo il primo passo».

Anche Huawei arriva al Noi

Per proseguire velocemente sulla strade di Nature of Innovation la giunta provinciale di Bolzano ha approvato la specifica variazione del programma planivolumetrico e messo a disposizione ulteriori 3 milioni di euro, che potranno essere finanziati con fondi strutturali europei. «È il risultato di un percorso fatto con gli istituti interessati, e che permetterà di creare e attrezzare spazi suddivisi per tematica e utilizzati congiuntamente da tutti i player», ha spiegato il presidente Arno Kompatscher. I lavori riguardano nuovi laboratori da mettere a disposizione di Libera università di Bolzano, Eurac e Centro Laimburg su una superficie espositiva di circa 1.200 metri quadrati nella parte centrale del Noi Techpark

Un colpo a effetto è da poco divenuto di dominio pubblico: Huawei sarà una delle venti realtà imprenditoriali ad avere una sede al Noi a partire dal prossimo autunno. L’insediamento vedrà la società cinese aprire un proprio ufficio all’interno del cosiddetto «modulo D1» dove troveranno spazio le realtà imprenditoriali più evolute, da Senfter a Maccaferri.