Turismo

8 gennaio 2018Enrico Albertini

Una terra che incanta 365 giorni l'anno. In Alto Adige sempre più turisti (e ritorno economico)

Pil turistico pro capite maggiore in Italia. Per un settore che fa dell'attenzione all'ambiente un punto di forza

Un territorio incontaminato, che si alza «verticale», salendo in quota con piste innevate nella stagione invernale e panorami mozzafiato 365 giorni l’anno. Certo un indubbio vantaggio competitivo. Ma l’Alto Adige ha saputo metterlo a frutto, facendo crescere costantemente la propria vocazione turistica. Migliorando e innovando servizi e opportunità per chi sceglie di trascorrere un periodo di vacanza dal sapore altoatesino. Il settore turistico in Alto Adige è in costante crescita, con numeri sempre più positivi. Anche se non è il maggiore motore economico del territorio, come magari si potrebbe pensare. Ma è uno dei tasselli di una terra produttiva, incidendo per il 9% sul Pil provinciale. I dati, come detto, riflettono il frutto del lavoro fatto negli ultimi anni. Come, ad esempio, il primato nazionale della provincia di Bolzano per Pil turistico pro capite: 16.132 euro. A tanto ammonta il ritorno economico calcolato mediamente per ogni abitante. Dietro, ben distanziate, le altre provincie italiane: al secondo posto c’è il mare con Rimini, che si ferma a quota 13.714 euro, poi Venezia (12.308 €), Aosta (10.713 €), Trento (9.993 €), Grosseto (9.147 €), Livorno (8.171 €), Savona (7.509 €), Belluno (7.312 €) e Ravenna (6.585 €). Il dato è riportato nel report «Il turismo invisibile» di Regione e Unioncamere Emilia-Romagna, che fotografa la situazione italiana e che potete qui leggere per esteso. Una crescita attenta, come sempre, all'ambiente: anche nel comfort bisogna essere «cintura nera di efficienza energetica», come è stato raccontato in una delle tappe del roadshow di Vertical Innovation del 2017. 

Presenze da record (anche d'estate)

Una cifra, quella del Pil pro capite, che fa capire il peso del turismo in Alto Adige. Dati in aumento perché continuano a crescere le presenze turistiche sul territorio, come conferma il report di Unioncamere Alto Adige. Negli ultimi anni il settore turistico altoatesino ha registrato numeri da record. Se nel 2016 ci sono stati oltre 31 milioni di pernottamenti i dati provvisori del 2017 segnalano un ulteriore incremento: tra gennaio e ottobre si sono contate quasi 29,8 milioni di presenze, con una crescita del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’aumento riguarda in particolare i pernottamenti dei turisti italiani (+4 percento), ma anche le presenze di ospiti stranieri sono in crescita. Per quantificare le presenze si può pensare all’intera area metropolitana di Londra, l’agglomerato urbano più grande d’Europa, capace di spostarsi tutta d’un tratto in Alto Adige. E l’arrivo dei turisti copre tutte i mesi dell’anno: sei su dieci arrivano nei mesi estivi. Non solo la stagione invernale, quindi, ma una presenza costante. E per chi volesse approfondire ecco i «Dati e fatti turistici», elencati nel report per il 2016 predisposto da IDM Alto Adige-Südtirol, l’azienda speciale per l’economia di Provincia e Camera di commercio di Bolzano.

Questo andamento favorevole ha portato un buon clima di fiducia nel turismo e nel 2017 la redditività è stata soddisfacente per oltre 9 imprese del settore su 10. La maggior parte degli esercizi ricettivi e molte imprese della gastronomia hanno incrementato il proprio fatturato, anche per effetto dell’aumento dei prezzi. Non solo: è in forte aumento anche l’occupazione, visto che tra gennaio e novembre 2017 il numero dei lavoratori dipendenti nel settore turistico altoatesino è stato superiore dell’otto percento rispetto all’anno precedente.