Cultura

10 agosto 2017Luca Sticcotti

Blackburn, i «big» londinesi della grafica scelgono Merano per la loro «workation»

Lo studio inglese che ha curato il rebranding per Zaha Hadid e Toyota alla ES Gallery. Una presenza che conferma il grande sviluppo dell’industria creativa altoatesina

Da una vacanza lo spunto per spostare in Alto Adige parte del proprio lavoro. Ancora una volta (come già successo, ad esempio, per Airlite, la vernice che depura l’aria) è la forza della natura altoatesina a fare da «calamita» per esperti e know-how da tutto il mondo. Così è avvenuto anche per lo studio di grafica londinese Blackburn, che ha scelto Merano per la sua «workation», un termine, questo, che mette insieme lavoro (work) e vacanza (vacation). Si è trattato di un’esperienza di due settimane che, grazie anche al coinvolgimento dell’Ecosystem Creative Industries di IDM Südtirol - Alto Adige, è diventata così uno spunto per mettere insieme i principali attori altoatesini che lavorano nel campo dell’industria creativa e culturale.

Paul Blackburn e il suo studio rappresentano uno dei maggiori nomi internazionali per quanto riguarda la grafica. Noti, fra l’altro, per il rebranding della corporate identity dello studio di architettura di Zaha Hadid e di Toyota. Ed è stato proprio Paul Blackburn, dopo aver trascorso un periodo a San Vigilio, sopra Lana, a voler spostare dalla Spagna all’Alto Adige la workation estiva della sua azienda. Così, dunque, fra luglio e inizio agosto il team di Blackburn si è trasferito negli spazi dell’ES Gallery di Merano, «acceleratore» di arte contemporanea e design, per un’esperienza che loro stessi hanno definito «molto positiva». Due settimane di «intenso lavoro» che si sono chiuse poi con un momento in cui sono state tirate le somme e soprattutto è stato creato un vero e proprio ponte con i membri della rete dell’industria culturale altoatesina, a sua volta in rapida espansione.

Scambio di idee e grande entusiasmo fra i presenti: a dimostrazione del fatto che la nuova frontiera del lavoro creativo sta divenendo un autentico trend internazionale, in grado di avviare anche una positiva contaminazione nella realtà altoatesina. Facendola conoscere sempre più a livello internazionale, fecondandola e creando le basi per un ritorno economico dell’indotto. Così i quindici giorni di lavoro/vacanza dello studio Blackburn negli spazi della ES Gallery di Merano sono diventati un test, un’esperienza pionieristica che mira a diventare un primo passo da ripetere nel prossimo futuro.

Per realizzare la residenza estiva dell’intero suo studio, Blackburn si è messo in contatto con IDM, che da qualche mese promuove un progetto denominato Coworking Space Startbase, con lo scopo di sostenere i Comuni altoatesini (Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico) intenzionati a mettere a disposizione postazioni di lavoro per persone interessate a confrontarsi e a scambiarsi informazioni tra loro. Ora si valuterà come l’esperimento compiuto con Blackburn potrà essere sviluppato con uno specifico format, ovvero un vero e proprio efficace pacchetto di «servizi workation» che possa essere messo a disposizione di altre aziende interessate.

L’obiettivo attuale di IDM in questo campo è quello di giungere nell’arco di un paio d’anni  a una vera e propria prima mappatura digitale – con uno specifico portale – del mondo dell’industria creativa in Alto Adige. Attraverso l’implementazione dell’esperienza di rete tra aziende creative, creando interconnessioni tra i vari settori per promuovere l’interdisciplinarità e moltiplicare gli scambi nel territorio ed alimentando l’innovazione.