Scenari

23 agosto 2017Enrico Albertini

Tasse leggere, il modello altoatesino. E Bolzano diventa uno dei primi comuni a debito zero

Addizionale Irpef abolita quasi dappertutto, Irap ad aliquota bassa e una pubblica amministrazione efficiente: ecco il mix che rende attrattivo il territorio per imprese e cittadini

Una tassazione leggera, efficienza della pubblica amministrazione capace di dare risposte certe in tempi rapidi. Due lati della stessa medaglia: quella che fa dell’Alto Adige un territorio ideale per vivere e lavorare. Con il capoluogo, Bolzano, iscritto fra i pochissimi comuni in Italia ad aver estinto il proprio debito con lo Stato.  La qualità della Pubblica Amministrazione, da sempre in lotta contro la burocrazia, è testimoniata non solo dalle esperienze di chi arriva in Alto Adige per fare impresa, ma anche dalla Cgia, che la mette ai primi posti in Italia nell’indice elaborato per testarne l’efficienza (+1,005, rispetto alla media delle Regioni Italiane che si attesta, in negativo, a -0,930).

Altro punto di forza è il regime fiscale. L’ addizionale Irpef, ad esempio, è quasi una sconosciuta in Alto Adige. Su oltre 110 comuni, infatti, solo otto mantengono un’aliquota, peraltro bassa.  La quasi totalità dei residenti, quindi, non sa cosa voglia dire pagare l’addizionale. E anche per chi la mantiene, il trend è in forte diminuzione. Prendendo in prestito le parole di Dario Di Vico sul «Corriere della Sera» nel mezzo di un’analisi nazionale: «L’unica eccezione virtuosa è quella della Provincia Autonoma di Bolzano che dal 2012 al 2015 è riuscita addirittura a diminuire il prelievo medio di oltre un terzo».  In quell’aggettivo, «unica», c’è l’essenza della buona amministrazione. Discorso analogo per quanto riguarda l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive: anche per il 2017 è stata confermata, come gli anni precedenti, quella ordinaria a 2,68%. Un’aliquota leggera che sottolinea la competitività del territorio.

Uno degli ultimi – in ordine di tempo – comuni ad aver abolito l’addizionale Irpef è proprio il capoluogo, Bolzano. Una scelta che trova la sua genesi il 29 settembre del 2016. Una data a suo modo storica i bolzanini: si sono infatti d’un colpo sgravati da debiti con lo Stato. Quel giorno è stata approvata una delibera che ha estinto anticipatamente tutti i mutui ancora aperti con la Cassa depositi e prestiti. Utilizzando a tale scopo la quota di avanzo di amministrazione disponibile e accertata con l'approvazione del rendiconto 2015. Un’operazione, quella di estinzione del debito, da 53,8 milioni di euro. Come ha ricordato il sindaco Caramaschi, «un obiettivo strategico che è stato raggiunto». Così Bolzano è diventato uno dei primi comuni d’Italia a debito zero e per i residenti è sparita l’addizionale Irpef. Un ecosistema virtuoso, quello altoatesino, che fa crescere il clima di fiducia delle imprese. Lo certifica l'Ire, Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano: nel 2016 l'85% degli imprenditori ha dichiarato di aver conseguito un reddito buono e di aver visto soddisfatte le proprie attese. Aspettative buone anche per l'anno in corso: la percentuale di imprenditori che si dice convinta di chiudere il 2017 con un buon fatturato sale al 92%. La quota più alta degli ultimi anni.