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4 settembre 2017Stefano Voltolini

Contributi e best practice, ecco il piano per far decollare il car sharing

In Alto Adige finanziamenti ad aziende che offrono servizi di condivisione. E l'amministrazione provinciale li usa per le trasferte dei dipendenti

Contributi che coprono i tre quarti delle spese sostenute. Con la pubblica amministrazione pronta a dare il buon esempio e ad aprire la via a cittadini e soprattutto alle aziende. Condividere l’auto aiuta l’efficienza, fa bene all’ambiente e anche al portafoglio. Il car sharing è una modalità di spostamento flessibile che funziona mettendo in comune le risorse per il trasporto, con un beneficio in termini di riduzione del traffico privato e quindi di inquinamento dell’aria. In pratica, è un servizio che permette agli utenti di utilizzare un veicolo su prenotazione, noleggiandolo per un periodo di tempo breve e pagando in ragione dell’utilizzo effettuato. Ed è per i suoi elementi virtuosi che l’Alto Adige, territorio all’avanguardia sulle nuove forme di mobilità, ha deciso di sostenerlo in maniera concreta.

All’interno del piano della Provincia di Bolzano per la mobilità sostenibile, che conta su finanziamenti per 10 milioni di euro l’anno, ci sono i contributi per le spese di investimento e di esercizio. Fino ad un massimo del 75% dei costi ammessi. A beneficiarne sono le aziende e le associazioni che fanno del car sharing la loro attività prevalente. Oltre a ciò, l’amministrazione stessa dà il buon esempio: la pratica è stata adottata per le trasferte dei dipendenti. Sono 60 le tessere clienti fornite attraverso il consorzio «Carsharing Alto Adige», finora l’unico attivo nel Sudtirolo.

Car sharing, ecco i criteri per i contributi

Ad agosto 2017 la Provincia autonoma di Bolzano ha dato il via libera ai criteri per la concessione di contributi a soggetti pubblici e privati in un settore che, anche in Alto Adige, sta prendendo sempre più piede. «Il car sharing – ha sottolineato l’assessore Florian Mussner – rappresenta un’interessante opzione di mobilità sostenibile e l’impegno della Provincia si muove nella direzione di sostenere non solo le infrastrutture pubbliche come bus e treni, ma anche quei comportamenti e quegli stili di vita che aiutano a diffondere una cultura positiva da questo punto di vista. La possibilità di utilizzare un solo veicolo da parte di più persone, infatti, contribuisce a ridurre la mole di traffico e il problema dei parcheggi, e ad abbattere l’inquinamento».

Oltre che per le persone private, il servizio rappresenta un’opzione estremamente vantaggiosa dal punto di vista economico anche per le piccole e medie imprese. «La stessa amministrazione provinciale – ha aggiunto Mussner – fa ricorso al car sharing per i viaggi di servizio. In futuro, inoltre, il sistema dovrà sempre più essere orientato all’utilizzo di auto elettriche».

I criteri prevedono che i contributi possano essere destinati ad aziende che garantiscono una diffusione capillare della modalità di trasporto su tutto il territorio provinciale, con stazioni in almeno cinque città e altri tre comuni sopra i cinquemila abitanti. I finanziamenti, come precisa Roberto Fambri, funzionario della ripartizione mobilità della Provincia e responsabile per la materia, sono riservati a società, associazioni, consorzi che rispondono ad alcuni requisiti, poi sottoposti a verifica: occorre essere iscritti al registro imprese della camera di commercio riportando come attività prevalente il car sharing, esercitare il servizio in provincia, fornire un servizio pubblico e diffuso capillarmente sul territorio. È richiesto inoltre il possesso di almeno 25 veicoli con un’età minima di 5 anni, per avere mezzi ecologicamente sostenibili, e una rete di sportelli.

Obiettivo condivisione

Il contributo che, come detto, arriva fino a un massimo del 75% riguarda il disavanzo, cioè la differenza tra i costi ammissibili e i ricavi del soggetto richiedente. Tutte le spese sono incluse: noleggio, costo del personale, esercizio e investimento. La copertura finanziaria rientra nel budget di 10 milioni l’anno – per cinque anni – stanziato dalla Provincia per la mobilità sostenibile. La misura comprende gli incentivi per le auto elettriche e le stazioni di ricarica e i progetti di mobilità ciclabile o di interconnessione tra mezzi diversi portati avanti da privati e enti pubblici.

«La Provincia di Bolzano – precisa Fambri - ha scelto di incentivare economicamente il car sharing nell’ambito di un piano più vasto ed articolato che mira a fare dell’Alto Adige un territorio all’avanguardia in tema di mobilità sostenibile. Il servizio permette di noleggiare con estrema flessibilità un veicolo e pertanto rappresenta una valida alternativa al possesso di un veicolo privato, contribuendo a spostare il traffico da quello privato ad una forma di condivisione con evidenti vantaggi in termini di riduzione del traffico e di sostenibilità ambientale».

Sono 60 le tessere cliente distribuite ai vari servizi dell’amministrazione provinciale per le trasferte dei dipendenti. Nel 2016 era partito un progetto pilota di un paio di mesi attraverso il quale sono state affidate sei tessere al personale della ripartizione mobilità. Successivamente, la direzione generale della Provincia ha deciso di estendere il contratto con il consorzio Carsharing - valido tre anni – al personale di tutta l’amministrazione.