Imprese

4 giugno 2018Stefano Voltolini

Edilizia, riutilizzare i materiali di scarto per difendere l’ambiente

Dalla sostenibilità al Building Information Modeling: ecco le sfide del futuro. I costruttori: basta smaltimenti, bisogna riciclare

Ci sono altre «montagne», tanto alte da poter ospitare una pista di sci di Coppa del mondo, pronte ad essere riutilizzate. Sono le «montagne» formate dal materiale edile di scarto. Che d'ora in poi potranno essere riciclate. La mission già in atto per le imprese associate al Collegio dei costruttori altoatesini, e sulla quale si spingerà forte per il prossimo futuro, è infatti il riutilizzo virtuoso di materiali che prima dovevano essere smaltiti. Perché, come ricorda il nuovo presidente Michael Auer, «la sostenibilità ambientale è sempre più importante, è fondamentale» e lo è in modo particolare il riutilizzo dei materiali che alimenta il ciclo, o “ri-ciclo” virtuoso del settore delle costruzioni in provincia di Bolzano. E oltre alla sfida verso un’attività sempre più green c’è quella della digitalizzazione, nella quale IDM Alto Adige e tutta la rete dell’innovazione territoriale che fa capo a NOI Techpark aiutano le aziende del settore, con un programma di azione mirato.

Filiera virtuosa

In un momento positivo per il comparto edile, visti gli ultimi dati in crescita presentati (imprese attive in aumento, arrivate a quota 1.890, più ore lavorate e maggior peso sul Pil dell’economia altoatesina) i costruttori altoatesini puntano sulle buone pratiche nel campo ambientale. «Le risorse naturali sono limitate e il nostro spazio di vita, il paesaggio, è il nostro capitale più grande» nota Auer, eletto presidente per i prossimi tre anni all’assemblea generale al Mec di Bolzano. «La sostenibilità ha assunto un ruolo sempre più importante e l’adozione della direttiva Ue relativa ai criteri ambientali minimi, i cosiddetti Cam, lo rafforzerà ulteriormente. Le nostre imprese sono già preparate». Il presidente del Collegio porta «un esempio concreto» riguardo ai vantaggi di un maggiore riutilizzo dei materiali disponibili. «In alcune delle nostre imprese associate – ricorda – ci sono montagne di ghiaia riciclabile, proveniente dalle demolizioni, tanto alte da poterci disputare una gara di coppa del mondo di sci».

Edilizia e digitale

Gli occhi sono puntati naturalmente sull’innovazione tecnologica e sull’impatto dei nuovi strumenti. Per Auer il paradigma Industria 4.0 applicato all’edilizia è foriero di opportunità, più che di rischi, ma occorre muoversi bene e in fretta: «Siamo all’inizio di una nuova era, proprio come accadde con la rivoluzione industriale nel XIX secolo. Consideriamo questa un’opportunità per le nostre imprese, perché solo in questo modo potremmo continuare ad essere competitivi».  Il Collegio chiede “regole chiare” e piattaforme “funzionanti” per l’innovazione nella pubblica amministrazione. L’attenzione è rivolta al Bim, Building Information Modeling, lo standard per digitalizzare prodotti, processi, opere nel settore delle costruzioni. Secondo la legge nazionale diventerà obbligatorio dal primo gennaio 2019 per le gare pubbliche superiori ai 100 milioni. «Per chi si adegua subito è un passo avanti. Ma chi non lo fa rischia di rimanere indietro» nota il presidente. Il segretario Thomas Hasler sottolinea su questo punto la valenza del supporto fornito da IDM, azienda speciale di Provincia e Camera di commercio di Bolzano per lo sviluppo dell’economia locale. «L’aiuto di IDM e di enti come Fraunhofer è molto importante. Organizziamo numerosi incontri aperti con le aziende proprio per spiegare gli elementi di innovazione da seguire».

Il rapporto tra innovazione e competitività nell’edilizia altoatesina è una priorità anche per l’azienda speciale. «IDM – spiega Stefano Prosseda, responsabile dell’Ecosystem Constructions di IDM – insieme al Collegio dei costruttori edili elabora un programma di azione verso le imprese che tocca i temi generali informativi sul BIM, la formazione specifica, l’utilizzo corretto del sistema negli appalti e nel dialogo con il progettista ed i fornitori. L’obiettivo è aiutare le aziende a sfruttare i nuovi strumenti e quindi ad essere più competitive». IDM mantiene, all’interno di NOI, i contatti con tutti gli enti territoriali interessati a fare “massa critica” per la transizione al Bim, tra cui, oltre al Collegio, anche l’Ordine degli architetti, Fraunhofer italia, e la stazione provinciale degli appalti. «Assieme a questi enti stiamo condividendo le informazioni su bisogni e criticità, in Alto Adige, nella transizione al nuovo sistema – aggiunge il responsabile dell’Ecosystem –. La prima iniziativa che verrà messa in atto in modo cooperativo sarà un evento sul Bim in ottobre al parco tecnologico».