Imprese

20 luglio 2017Stefano Voltolini

E-commerce e nuovi mercati, l'Alto Adige accelera sull'export (e punta sulle Pmi)

In otto anni esportazioni cresciute del 60%. Dall'India al Messico: tredici nuovi Paesi su cui scommettere. E intanto Kompatscher e Alfano firmano la partnership sull'internazionalizzazione

Tredici mercati – fra cui Cina, Messico, India, Usa – considerati promettenti. Un aumento delle esportazioni dal 2009 al 2016 del 60%. E un potenziale di crescita per tutte le imprese locali, soprattutto le Pmi, che nel solo agroalimentare vale 238 milioni di euro nel prossimo biennio. Sono alcuni numeri positivi per l’export dell’Alto Adige emersi nel convegno «Italia per le Imprese, con le Pmi verso i mercati esteri», al centro congressi Mec, tappa bolzanina del roadshow dell’agenzia governativa Ice. Arno Kompatscher e dal ministro degli esteri Angelino Alfano hanno dato avvio alla partnership sull’internazionalizzazione. A disposizione di IDM Alto Adige-Südtirol - l’azienda speciale per l’economia del Sudtirolo – la rete diplomatico-consolare del ministero presente in tutto il mondo.

Coinvolgere le Pmi

«L’Alto Adige vive di industria, spesso di altissima qualità ma invisibile» dice in Fiera Federico Giudiceandrea, presidente di Assoimprenditori Alto Adige, aprendo il meeting al quale partecipano i relatori di Farnesina, Ice (commercio estero), Sace e Simest (servizi finanziari alle imprese). «Il settore – continua - produce più Pil di turismo e agricoltura e si basa sull’export. Tra il 2009 e il 2016 le nostre esportazioni sono aumentate del 60%, in un periodo di crisi. Possiamo fare però ancora meglio, allargando la platea delle imprese che esportano. Oggi sono 2.500, ma il totale delle aziende in provincia è 40mila».

I mercati e l’e-commerce

L’analisi sulle opportunità strategiche è affidata a Alessadra Lanza, di Prometeia spa. Polonia, Repubblica ceca, Arabia Saudita, Cina, Vietnam, Messico, India, per quelli emergenti, e Stati Uniti, Canada, Sud Corea, oltre a Germania, Francia e Spagna (maturi, ma ugualmente promettenti) sono i mercati considerati migliori per la crescita delle imprese altoatesine. «Il solo agroalimentare – nota - ha un potenziale di crescita nell’export di 238 milioni di euro nel biennio 2017-2019. Le opportunità sono molte. Bisogna superare i protezionismi crescenti, sfruttare l’e-commerce e guardare ai consumatori di domani: millennials, post-millenials».

Le imprese altoatesine possono usufruire dei servizi offerti dalle strutture governative. «La Farnesina – spiega Veronica Ferrucci - dell’ufficio internazionalizzazione del ministero – offre sostegno istituzionale, condivisione delle informazioni strategiche acquisite da fonti privilegiati nei diversi Paesi, rapporti con le strutture appaltanti, aiuto per i contenziosi e la rimozione delle barriere in entrata, oltre che per la tutela della proprietà intellettuale». La rete della diplomazia economica conta 126 ambasciate, 80 consolati, 79 uffici Ice, 75 camere di commercio italiane nel mondo. Ci sono poi le iniziative e le vetrine per il made in Italy promossi in tutto il mondo da Ice, i servizi finanziari e assicurativi offerti da Sace, che ha mobilitato, nel solo 2016, 342 milioni di euro a favore di oltre 500 aziende attive nella regione. Simest invece, specializzata nei finanziamenti agevolati, in provincia di Bolzano è impegnata per oltre 5 milioni di euro.

Il ruolo di IDM

Il presidente Kompatscher e il ministro Alfano, protagonisti di un colloquio istituzionale a Palazzo Widmann, hanno siglato l’avvio della partnership Provincia-ministero sull’internazionalizzazione. «Il commercio estero è fondamentale per la nostra economia. Nel 2016 l’avanzo commerciale italiano – afferma il ministro - è aumentato di 9,7 miliardi rispetto al 2015, raggiungendo 51,5 miliardi di euro, ossia il surplus più elevato del decennio 2007/2016». «I dati dell’export altoatesino – aggiunge Kompatscher - nei primi mesi del 2017 confermano il trend positivo con un più 4,6% sul 2016. L’obiettivo della Provincia è aumentare le imprese locali che esportano. Vogliamo anche ampliare e sviluppare i servizi per le aziende che vendono all’estero».

L’attività di supporto è affidata a IDM Alto Adige-Südtirol, che lavora per aumentare il tasso di internazionalizzazione in particolare delle Pmi, spina dorsale dell’economia locale. Il ministero mette a disposizione della Provincia (e quindi di IDM) le proprie sedi diplomatiche per iniziative in Paesi esteri, dagli eventi promozionali agli incontri business to business. La collaborazione del personale di IDM si estende anche ad eventi organizzati dal ministero. Inoltre Farnesina e Provincia si impegnano a collaborare attraverso lo scambio di informazioni a favore di potenziali investitori.

La giornata altoatesina di Alfano si è chiusa con la visita, in compagnia di Kompatscher, a due aziende leader nell’export, la Dr. Schär e la Technoalpin, impegnate nella sfida sui mercati internazionali. La prima è leader negli alimenti senza glutine per persone celiache. Fondata nel 1981, conta 1.250 collaboratori in 15 sedi in 9 Paesi e un fatturato nel 2016 di 335 milioni di euro, generato dalle attività estere per il 69,7%. TechnoAlpin è specializzata in generatori di neve, soluzioni per l’abbattimento delle polveri, turbine telecomandate per la lotta agli incendi. Ha 110 filiali e partner in più di 80 Paesi, un fatturato di 160 milioni con una quota estera dell’85%.