Università

26 aprile 2018Stefano Voltolini

Aziende, consorzi, università: a Bolzano nasce la laurea che innova il food

Nuovo corso in scienze alimentari insieme a Parma, Cork, Monaco e Udine. Tra le imprese coinvolte Barilla, Loacker, Zuegg e Despar

La tesi? Direttamente in azienda. E per di più varcando la soglia di marchi globali come Barilla, Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Loacker, Despar e molti altri. Con la nuova laurea specialistica in Food science – a ottobre l’avvio dei corsi in tre lingue – l’Università di Bolzano si unisce agli atenei di Parma, Udine, Cork e Monaco di Baviera e allo stesso tempo serra i legami con il territorio e le sue realtà economiche. Sia industriali, grazie al supporto di Assoimprenditori Alto Adige per la sezione alimentari, con le sue 32 aziende (e 3.300 occupati), sia cooperative attraverso il Südtiroler Bauernbund, l’Unione Agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi.

In un territorio che ha nell’agroalimentare un settore trainante, capace di coprire un terzo del totale delle esportazioni (1,5 miliardi di euro), la nuova laurea magistrale in Food sciences for innovation and authenticity si configura come «il percorso specialistico che mancava e che risponde alle esigenze di alta formazione nel campo delle Scienze degli alimenti». Il percorso diretto da Marco Gobbetti, microbiologo degli alimenti conosciuto a livello internazionale, è stato presentato nella sede di Assoimprenditori, proprio per rimarcare la collaborazione tra i promotori. Oltre a Libera Università di Bolzano e alle due associazioni di categoria figurano nella lista completa dei partner Assolatte, Barilla, i consorzi Gorgonzola, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di S. Daniele, Montasio, Tutela Speck Alto Adige e poi Despar, Dr. Schär, Forst, Loacker, Mila, Pan, Unione Parmense degli Industriali, Vog Products and Zuegg.

Collaborazione «decisiva per la competitività del territorio»

Per il presidente di Assoimprenditori Alto Adige «è un grande piacere presentare una nuova laurea magistrale, qualcosa di nuovo che nasce dal colloquio tra aziende e università». Per Federico Giudiceandrea «da qualche anno in provincia di Bolzano c’è un nuovo clima riguardo a questo argomento»: «La sempre più forte collaborazione tra ateneo e imprese locali è decisiva per la competitività del nostro territorio. Anche perché noi abbiamo bisogno di personale qualificato, la cui carenza può rappresentare un grande problema per lo sviluppo futuro della provincia di Bolzano».

Il rettore Paolo Lugli coglie la palla al balzo sulla sinergia. «Siamo davanti a un momento importante in cui l’università rafforza i legami con il territorio su tutte le tematiche in cui è attiva. La laurea professionale in ingegneria del legno, il master nel campo della facoltà di design, quello sulla data science nella facoltà di informatica sono alcune iniziative in campo. L’ateneo trilingue aiuta il sistema produttivo del Sudtirolo e il territorio ad aprirsi verso nord e sud. Per la laurea in Food science abbiamo poi l’alleanza con Parma, Udine, Cork, che è l’ateneo primo in Europa per le tecnologie alimentari, e con Monaco di Baviera la cui Università tecnica è un punto di riferimento mondiale. Formeremo nelle Scienze alimentari professionisti in grado di confrontarsi con le sfide globali».

Per il suo presidente Thomas Brandstätter la sezione alimentari di Assoimprenditori ha trovato nell’Unibz «un partner ideale, che cerca la collaborazione con le imprese in maniera sempre più decisa». «Per un settore che dipende in maniera così decisiva dalla sua competitività internazionale ricerca e sviluppo sono fondamentali», aggiunge. E non c’è solo l’industria. Anche il mondo agricolo cooperativo altoatesino è della partita. «Siamo estremamente soddisfatti» afferma Ulrich Höllrigl, vicedirettore del Südtiroler Bauernbund, l’Unione dei coltivatori diretti altoatesini. «Per anni ci siamo spesi affinché nascesse una ricerca locale sulle scienze alimentari. L’agricoltura della nostra provincia è in grado di offrire un alto grado di autenticità. Abbiamo però bisogno di specialisti altamente qualificati».

Il corso

Il nuovo corso di laurea di durata biennale, per 120 crediti Ects, punta a preparare professionisti dalle elevate competenze, in grado di lavorare nei diversi ambiti della produzione alimentare: tecnologico, ingegneristico, microbiologico, chimico o della sostenibilità. Dopo il primo anno a Bolzano gli studenti potranno scegliere cinque distinti profili di specializzazione, di durata annuale, che comprende il semestre di tesi sperimentale in azienda: si tratta di ingegneria applicata e genetica (a Bolzano), qualità e gestione degli alimenti (Udine), scienze nutrizionali (Parma), oppure ancora chimica degli alimenti (Cork) o packaging alimentare (Monaco).

«Il settore alimentare è il più importante in Italia dopo il metalmeccanico per quanto riguarda il manifatturiero ed è il primo in Europa – nota Gobetti, responsabile del percorso formativo –. La laurea si concentra su due tematiche: innovazione, perché l’incremento demografico richiede lo sviluppo di nuove proteine e in generale dei percorsi di evoluzione, e autenticità, dato che è il miglior strumento per difendere il patrimonio enogastronomico italiano. Ogni regione e luogo possiedono un’offerta unica al mondo e noi la consideriamo un valore culturale, nutrizionale e economico da difendere». 

Il cluster Food al NOI Techpark

Il percorso partirà a ottobre coinvolgendo 25 studenti. Le lezioni in tre lingue, italiano, tedesco e inglese, si terranno nel campus Lub nel centro di Bolzano. Per la parte sperimentale la laurea si avvarrà dei grandi spazi e laboratori per le Scienze alimentari che l’ateneo sta allestendo al NOI Techpark, il parco tecnologico motore del sistema territoriale dell’innovazione altoatesina. Sono 5 laboratori da 80 metri quadrati ciascuno per la parte di tecnologia, microbiologia applicata e alimenti e 4 impianti pilota (di 50 metri quadrati ognuno) per altrettante aree di ricerca: prodotti lievitati da forno, prodotti della caseificazione (formaggi e altri derivati lattiero-caseari), biomasse microbiche e fermentazione vegetale, infine recupero scarti degli alimenti. A regime ci lavoreranno una trentina di docenti, ricercatori, assegnisti oltre agli studenti della laurea magistrale.

Per informazioni e iscrizioni al corso: https://www.unibz.it/en/faculties/sciencetechnology/master-food-sciences-innovation-authenticity