Scenari

12 dicembre 2017Enrico Albertini

Impianti a fune, se l’arte della risalita «verticale» diventa eccellenza

Duemila persone impiegate, 300 milioni di fatturato l’anno, innovazione continua. Ecco le 8 nuove funivie realizzate nel 2017

Quasi 400 impianti, la capacità di spostare più di mezzo milione di persone in un’ora, un fatturato che supera i 300 milioni di euro l’anno. I numeri servono per inquadrare una delle principali eccellenze altoatesine: gli impianti a fune. E in fondo non poteva che essere così: in un territorio dove l’elemento «verticale» è preponderante, saper risalire nel minor tempo possibile i crinali è fondamentale. Ma le funivie rappresentano anche un continuo sprone verso l’innovazione: nuovi soluzioni per impianti sempre più all’avanguardia.

I nuovi impianti

Sono otto i nuovi impianti costruiti nel 2017 che – come si può vedere nella cartina sotto – sono andati a rafforzare a macchia di leopardo l’Alto Adige. Vi abbiamo già raccontato la nuova funivia Postal-Verano, realizzata da Doppelmayr Italia: ora porta 360 persone, non più 100, all’ora, e ha quasi dimezzato il tempo di percorrenza, con . Nell’area sciistica della val Gardena la seggiovia a quattro posti Plan de Gralba-Piz Seteur è stata sostituita con una cabinovia a dieci posti della Leitner Ropeways, con il nuovo impianto che presenta una stazione intermedia e un tracciato modificato. In Alta Badia la seggiovia a quattro posti Biok è stata sostituita da una a sei posti (Leitner), mentre a Maso Corto in val Senales la seggiovia a due posti Lazaun è stata sostituita da una cabinovia a dieci posti (Doppelmayr Italia). Nuovo impianto anche a Plan de Corones, con una nuova seggiovia a sei posti (Leitner). A Nova Ponente, inoltre, è stata realizzata come «impianto di paese» la sciovia Deutschnofen e migliorata la pista da sci (Leitner). A Dobbiaco è stata rinnovata la sciovia Trenker (Leitner) e allargata la pista, infine nel comune di Castelrotto in località Oltretorrente  ha provveduto alla costruzione ex novo della sciovia Furdenan su un tracciato leggermente modificato (Doppelmayr).

Il sistema di incentivi

E sono i nomi a farvi capire già le due grandi aziende operative nel settore. Leitner e Doppelmayr costruiscono insieme il futuro innovativo dell’eccellenza altoatesina nel campo degli impianti a fune. Così se Leitner apre – per fare un esempio – la Piz Seteur (investimento di 18 milioni di euro e design d’avanguardia di Pininfarina), Doppelmayr mette la firma su 22 impianti fra poco in funzione a Pyeongchang, in Corea del Sud, per le prossime olimpiadi invernali. Nel territorio altoatesino ci sono più di 370 impianti che danno lavoro a oltre duemila persone. E la Provincia di Bolzano concorre nella loro realizzazione, con un sistema di incentivi che arriva fino al 90% per le funivie utilizzate come mezzo di trasporto pubblico. Il sistema prevede poi degli incentivi a scalare a seconda delle diverse categorie: dall’80% per i piccoli skilift di paese (in Alto Adige sono 23) sino al 15% per i comprensori sciistici di media grandezza, come Obereggen e l’Alpe di Siusi, che hanno una portata complessiva compresa tra le 20mila e le 50mila persone all’ora. In mezzo c’è la categoria degli impianti di zone non appartenenti a comprensori sciistici più grandi o comunque con una portata inferiore alle 5.500 persone all’ora e ai 2mila posti letto (ad esempio Renon, Reinswald o Merano 2000) che hanno diritto ad incentivi sino al 45% degli investimenti.