Green

7 dicembre 2018Silvia Pagliuca

Alto Adige, l'ultima sfida green: trasportare il marmo con l'idrogeno

Sullo Stelvio parte un progetto per abbattere l’impatto ambientale dello spostamento dei blocchi dalle cave a valle

Il Parco Nazionale dello Stelvio, patrimonio naturalistico d’eccellenza, è culla di alcuni dei siti estrattivi di marmo più importanti al mondo. E presto diventerà anche espressione della nuova best practice dell’Alto Adige, sempre più determinata a distinguersi come green region d’Italia e d’Europa. La Giunta provinciale, infatti, ha appena approvato una delibera con cui ha posto le basi per rendere più moderno ed ecosostenibile il trasporto dei blocchi di marmo dalle cave esistenti fino a valle. Attualmente, il marmo viene trasportato principalmente con sistemi diesel, dunque decisamente poco green. In futuro, invece, si vorrebbe sviluppare, anche grazie al sostegno dell’Unione Europea, un sistema di trasporto basato sull’idrogeno. A questo scopo gli operatori hanno sottoscritto una dichiarazione d’intenti con cui si impegnano ad affrontare un percorso condiviso per migliorare, in collaborazione con la Provincia, la logistica dell’estrazione del marmo nella zona. L’area coinvolta è quella di Lasa, in Val Venosa, dove dal 1982 è attiva anche una scuola professionale per scultori in cui si tramandano le antiche tradizioni, insegnando le tecniche di lavorazione della pietra. Il marmo estratto in questo territorio è infatti purissimo e famoso in tutto il mondo tanto che oltre a essere utilizzato nella costruzione di chiese e nella scultura, è stato adoperato anche nella nuova stazione della metropolitana di Ground Zero a New York.

La preziosa roccia calcarea metamorfica, chiamata anche «oro bianco della Val Venosta», proviene dal fianco nord-est del gruppo dell'Ortles, mentre ai piedi della montagna, nei pressi del paese di Lasa, che dà il nome alla pietra, vengono stipati gli enormi blocchi di marmo estratti ancora con le tecniche di un tempo. Sono tre, in particolare, le cave che si trovano nel territorio comunale di Lasa a un’altitudine di circa 1.567 metri: Acqua Bianca, Ponte di Tarnello e Nesselwand (tutte di proprietà dell’Amministrazione separata dei beni di uso civico di Lasa e affittate alla società Lasa Marmo Srl fino al 31 dicembre 2033). I blocchi che vengono estratti in questa zona vengono trasportati a valle mediante una teleferica fino alla ferrovia di trasporto Laaser Tal, da dove attraverso un piano inclinato vengono portati alla ferrovia Tal e da lì allo stabilimento di lavorazione. Ma la capacità di trasporto di questo sistema diesel-elettrico che risale addirittura al 1930 risulta limitata a 18 tonnellate per tratta rispetto alle 40 tonnellate originarie a causa dell’usura dei materiali e a seguito delle norme in materia di sicurezza. La riduzione comporta, dunque, l’esigenza di utilizzare soprattutto camion alimentati a diesel.

Sempre nel territorio comunale di Lasa si trovano anche le cave Jenn, Madstehlen e Zirmwand a un’altezza di circa 2.228 metri, con diritto di sfruttamento da parte della società Lechner Marmor Spa.  Nel territorio comunale di Silandro, poi, si trova la cava di Covelano, a un’altezza di circa 2.200 metri, di proprietà dell’Interessenza Göflaner Alpengenossenschaft ossia dell’Amministrazione separata dei beni di uso civico di Covelano, affidata alla società Covelano Marmi Srl fino al 24 settembre 2033. In questa cava si scava solo durante i mesi estivi e il trasporto a valle dei blocchi avviene esclusivamente tramite camion. Ma per il futuro si intende appunto rendere il trasporto sempre più tecnologico e sostenibile, attraverso veicoli alimentati a idrogeno così da rendere l’attività estrattiva nel Parco Nazionale dello Stelvio a emissioni zero. E il progetto prevede anche la promozione in chiave turistica del famoso piano inclinato della cava di Acqua Bianca, oggi già protagonista di alcuni percorsi escursionistici a tema durante i quali dei cartelli informativi spiegano la storia di questa antica funicolare in funzione ancora oggi.

Per raggiungere tali obiettivi verrà istituito un gruppo di lavoro ad hoc che sarà composto dai rappresentanti delle pubbliche amministrazioni coinvolte, delle ditte interessate, del Parco Nazionale dello Stelvio e dell’Istituto per le Innovazioni Tecnologiche (IIT Bolzano) con il coordinamento del Dipartimento agricoltura, foreste, protezione civile e comuni guidato dall’assessore Arnold Schuler e dal direttore di Dipartimento Klaus Unterweger. Al gruppo il compito di elaborare il progetto dedicato all’oro bianco di Lasa che contribuirà a rendere ancora più green il volto dell’Alto Adige.