Innovazione

11 settembre 2017Enrico Albertini

Dai cervi al «fieno-run»: se il maso diventa una «fabbrica perfetta»

Storia, natura, efficienza. L’organizzazione del Nigglerhof è un caso di studio per i professionisti italiani del miglioramento continuo

Il lavoro – e quindi la vita – organizzato nel miglior modo possibile. Seguendo i ritmi di una grande «maestra»: la natura. Tanto da venire sottolineato anche dai professionisti italiani del miglioramento continuo. Se state pensando ad una fabbrica moderna, ai concetti dell’industria 4.0, siete fuoristrada: l’esempio di efficienza in realtà è un maso. In questo caso è il Nigglerhof: una «fabbrica» perfetta, a 1560 metri d’altezza, in una struttura che risale al 17esimo secolo. A picco su Dobbiaco e San Candido, in Alta Pusteria. Le Dolomiti a far da sfondo ad un paesaggio che rimane impresso non solo ai turisti, ma anche a chi è abituato a vederlo tutti i giorni. Ma il Niggler è un esempio, uno dei tanti, della perfetta crasi fra passato e futuro che ogni giorno i masi altoatesini mettono in scena.

Uno spettacolo a cielo aperto che ha colpito anche Alessio Vignato, uno dei professionisti del Kaizen Institute Italia. Ovvero i maggiori esperti italiani di miglioramento continuo. Esperti che ogni giorno vanno in aziende di tutte le dimensioni, da Lavazza in giù, per organizzare e rendere più efficiente la produzione. Vignato è andato, come tanti, al Niggler per un periodo di vacanza. Notando così la capacità di organizzazione del lavoro. La vita del maso, in fondo, è più 4.0. di tante aziende. Così l’ha voluta descrivere sul sito GembaKaizen, il magazine che racconta i migliori esempi di miglioramento continuo.

Partendo dalle parole dei proprietari. «Le risorse sono poche qui in montagna, ma se ogni anno non migliori qualcosa poi non ce la fai più.. noi abbiamo cominciato più di 20 anni fa e un passo alla volta abbiamo cominciato a trasformare il nostro maso». Raccontando poi le scelte («coraggiose») fatte a cavallo del nuovo secolo: stop con la vendita del latte e con l’affumicatura dello speck, via ad un allevamento di bovini e cervi. Esempio plastico di organizzazione perfetta è la raccolta del fieno e la gestione dell’allevamento.

«Qui l’organizzazione del giro di raccolta è fatto per ridurre al minimo i muda (attività non a valore, perdite di tempo ndr), grazie all’organizzazione del flusso – scrive Vignato – Il fieno seccato al sole viene disposto in file parallele dall’alto in basso per permettere il carico automatico di un camioncino appositamente attrezzato. Il lavoro di carico del camion è completamente automatico e ogni fila è pensata per riempire un carico, in modo da evitare al camion di girarsi (operazione altmente rischiosa data la pendenza del prato) ed allo stesso tempo di perdere capacità di carico. Un vero fieno-run che ottimizza il giro logistico e il riempimento del mezzo». Per passare poi allo stivaggio, dove gli investimenti tecnologici mirati permettono la gestione del tutto a un solo lavoratore, fino al trasporto (che potete trovare qua sotto stilizzato) pensato con accesso diretto per caduta del fieno alla stalla.

Con un occhio sempre attento alla natura e ai suoi abitanti. Uno spazzolone rotante, simile a quelli di un autolavaggio, che è stato riutilizzato per massaggiare le mucche: così, anche loro, hanno una sorta di spa dedicata. Perché nel maso si vive e si lavora bene. Tutti, animali compresi.