Innovazione

26 settembre 2017Redazione

Biomedicina, un supermicroscopio per studiare i segreti delle molecole

Dalla collaborazione tra Micro Photon Devices e Eurac Research nasce un sistema rivoluzionario in grado di mappare i processi delle cellule umane

Osservare i processi nelle cellule umane viventi con una nitidezza mai ottenuta finora. Un supermicroscopio capace di scandagliare, in maniera chiara, quanto accade in molecole dalla grandezza infinitesimale. In campo scientifico l’osservazione è la chiave per capire quanto succede e, quindi, intervenire di conseguenza. Per questo motivo il sistema messo a punto dall’azienda bolzanina Micro Photon Devices è rivoluzionario. Un lavoro d’equipe che ha coinvolto eccellenze a livello internazionale. Insieme all’azienda hanno lavorato infatti Eurac Research, Politecnico di Milano e Università di Cambridge, riuscendo così a superare largamente la tecnologia finora a disposizione in termini di sensibilità, risoluzione e velocità di ripresa. «Uno sviluppo decisivo – ricorda una nota di Eurac –  per studiare i meccanismi molecolari che portano all’insorgere di una malattia e per testare gli effetti delle terapie farmacologiche». I nuovi sviluppi tecnologici nella diagnostica per immagini, il cosiddetto “imaging”, sono un aspetto centrale per il progresso della biomedicina.

Micro Photon Devices sviluppa già da tempo contatori di fotoni per utilizzi scientifici di frontiera, anche nel campo della microscopia. Dell’azienda nata in collaborazione con il Politecnico di Milano, che ha sviluppato una tecnologia in grado di rilevare il singolo quanto di luce, e ha fra i clienti la Nasa e il MIT di Boston, vi avevamo già raccontato storia e campi di ricerca sul nostro portale.  L’idea di utilizzare il know-how dell’azienda nel campo della biomedicina, per chiarire i processi che si svolgono all’interno delle cellule umane, nasce nell’ecosistema alotatesino, da un incontro tra Peter P. Pramstaller, direttore di Eurac Research, e il Ceo dell’azienda Roberto Biasi. Dall’Alto Adige la ricerca si è poi innervata: Biasi aveva stretti contatti con il Politecnico di Milano, Pramstaller con gli esperti di chimica fisica dell’Università di Cambridge. Così, sostenuta dai finanziamenti per l’innovazione della Provincia di Bolzano, è iniziata la cooperazione tra biologi, fisici e tecnici. Il risultato è ora in uso all’Istituto di biomedicina di Eurac Research: un prototipo di microscopio che mappa i processi all’interno delle cellule umane molto più velocemente e con più precisione rispetto a quanto sia mai stato possibile fino a oggi.

Al momento, i ricercatori bolzanini stanno testando la nuova tecnologia soprattutto nel campo della ricerca sul Parkinson, dove possono acquisire nuove conoscenze sul meccanismo centrale della malattia, ovvero il raggrumarsi della proteina alfa-sinucleina nelle cellule celebrali. Oltre a questo, i ricercatori testano come i farmaci possano influire in questi processi cellulari. Un migliore sistema imaging è però di gran valore anche in molti altri campi della biomedicina, tra cui ad esempio la ricerca oncologica.