Ricerca

15 giugno 2018Silvia Pagliuca

NOI Techpark, otto nuovi laboratori alla ricerca del futuro

Dalle energie rinnovabili alle macchine per l’invecchiamento accelerato. Così Eurac, Unibz e Laimburg arricchiscono il parco tecnologico

Camere climatiche che guardano allo spazio, simulatori solari all’avanguardia, dispositivi per testare la qualità di mele, vini, formaggi, radici, legno. Finanche macchine d’invecchiamento accelerato e strumenti che trasformano gli scarti alimentari in prodotti e nanomateriali. C’è tutto questo e molto altro ancora al NOI Techpark di Bolzano. Il Parco dell’innovazione altoatesina compie un deciso passo avanti e alza il sipario su altri otto laboratori ad alto valore scientifico (ed emozionale). «È un’infrastruttura straordinaria in cui la ricerca può fare un reale salto di qualità. Le strutture sono gestite da Eurac Research, Libera Università di Bolzano e Centro di sperimentazione Laimburg e mettono a disposizione delle aziende importanti infrastrutture per la ricerca e lo sviluppo negli ambiti tecnologici food e green. Così, con una totale integrazione tra università, imprese e istituti di ricerca, queste realtà potranno crescere e rafforzarsi a vicenda» annuncia Ulrich Stofner, direttore di BLS Alto Adige, la società responsabile della realizzazione del NOI Techpark.

Rinnovabili

A efficienza energetica ed energie rinnovabili in ambito elettrico e termico sono dedicati i laboratori gestiti da Eurac Research. «Lavoriamo per caratterizzare le performance dei moduli fotovoltaici, eseguiamo prove di invecchiamento accelerato per capire come si comporteranno negli anni i materiali esposti alle sollecitazioni esterne, testiamo soluzioni innovative per l’involucro e per le facciate multifunzionali, elaboriamo nuovi prototipi, ma soprattutto – spiega Wolfram Sparber, direttore dell’Istituto per le energie rinnovabili di Eurac Research – creiamo relazioni molto più dirette con le aziende, le startup e le altre istituzioni di ricerca presenti nel Parco, generando un importante valore aggiunto per l’intero ecosistema altoatesino».

E in attesa che tra pochi mesi arrivi un ulteriore laboratorio dedicato all’analisi delle pompe di calore e l’innovativo terraXcube, laboratorio unico al mondo con cui si potranno simulare condizioni climatiche estreme, il team di Eurac Research ha già avviato diverse collaborazioni con aziende del territorio, come con Alpitronic con cui ha testato hypercharger (una colonnina di nuova generazione che assicura potenza e velocità di ricarica delle auto elettriche molto superiori a quelle tradizionalmente in uso sul mercato) e con Stahlbau Pichler Srl con cui ha sviluppato per intero un nuovo prodotto industriale. Sul lato sud del parco tecnologico, inoltre, Eurac Research ha realizzato dei laboratori esterni attivi nel settore delle reti di teleriscaldamento a bassa temperatura, nelle facciate e nell’integrazione tra sistemi fotovoltaici, di accumulo e stazioni di ricarica.

Food

Sul fronte del food la parte del leone la fanno la Libera Università di Bolzano e il Centro di Sperimentazione Laimburg. Con la supervisione del Centro è ora pienamente operativo il Laboratorio per Aromi e Metaboliti che svolge attività di ricerca scientifica nei settori della qualità alimentare e della salute delle piante. I componenti naturali presenti in diversi prodotti agroalimentari come mele, succhi di mela, uva, vino, formaggio, latte e negli organi vegetali come foglie, radici e legno vengono analizzati con i metodi chimici più innovativi per verificarne qualità, caratteristiche e purezza. «Usando la tecnica metobolomica possiamo analizzare centinaia di composti che determinano il gusto, gli aromi, il contenuto salutistico e la provenienza dei nostri alimenti» – illustra Michael Oberhuber, direttore del Centro di sperimentazione Laimburg. «Il NOI è il posto più bello in cui lavorare in Alto Adige: da qui possiamo offrire un servizio migliore alle imprese e creare sinergie con le altre istituzioni – aggiunge Peter Robatscher, direttore dell’Istituto di chimica alimentare del Centro – Al momento, ci stiamo concentrando sullo studio del sidro di mele e delle mele essiccate, collaborando con diverse realtà del territorio e partecipando al progetto Environment, Food & Health nell’ambito dell’Euregio, con le Provincie di Trento, Bolzano e Innsbruck, con l’obiettivo di definire gli ingredienti principali della dieta alpina». E a questi si aggiungono i progetti di ricerca dedicati all’analisi dei polifenoli presenti nelle uve di Pinot nero, gli studi sulla garanzia di origine della Mela Alto Adige mediante analisi isotopica, le valutazioni dello spettro aromatico del Pinot bianco e della grappa e l’indagine del comportamento alimentare della Drosophila suzukii (“moscerino dei piccoli frutti”).

L’Ateneo bolzanino, invece, guida i laboratori di Scienze alimentari in cui si studiano i nuovi metodi di analisi della qualità e dell'autenticità degli alimenti. Sono quattro i team di ricerca attivi in questo ambito, tra chi lavora sui processi di fermentazione dei prodotti caseari, degli alimenti funzionali e dei prodotti a base di frutta con attenzione agli aspetti biotecnologici legati all'intolleranza al glutine, chi si concentra sulla fermentazione dell’acido lattico, sulla stabilizzazione e la valorizzazione funzionale degli alimenti, chi analizza le tecniche di produzione, i processi di fermentazione-conservazione, ossidazione e maturazione del vino e in altre bevande e chi, come il team guidato dal prof. Matteo Scampicchio, è impegnato nello studio dei processi estrattivi per ricavare composti ad alto valore nutrizionale dagli scarti alimentari e convertirli in prodotti e nanomateriali. Non solo, con il laboratorio di e-Sense si esamina la qualità degli alimenti, degli ingredienti e delle formulazioni, effettuando studi sulla stabilità e sulla durata di conservazione degli stessi. In totale, circa trenta persone tra ricercatori e docenti provenienti da tutto il mondo, sono impegnati in questi spazi, con collaborazioni attive con numerose aziende locali e non con la possibilità per gli studenti dell’Università di condurre anche tesi di laurea e di dottorato. «Al NOI Techpark abbiamo la possibilità di usufruire di infrastrutture nuove e di alta qualità per condurre una ricerca applicata che siamo certi porterà a un’interazione sempre più forte con le industrie del settore» - conferma infatti il rettore dell’Ateneo, Paolo Lugli.

Il futuro

Ma non finisce qui: entro l’inizio del 2019, al parco tecnologico arriveranno anche gli ultimi e attesi laboratori per un totale 30 strutture e un investimento di circa cinque milioni di euro, in gran parte sostenuto dall’Unione Europea, tra cui il famosissimo terraXcube di Eurac Research e il Kitchen Lab che permetterà alle aziende del settore alimentare di sperimentare nuove ricette e sviluppare nuovi prodotti alimentari, ad esempio nel settore del cosiddetto convenience food. «I nuovi laboratori vanno a potenziare le aree tematiche su cui si concentra l’attenzione del NOI Techpark: tecnologie verdi, alpine, alimentari e ICT & automazione, offrendo un grande valore aggiunto alle aziende della provincia e non solo»–ribadisce Hubert Hofer, direttore del reparto Development di IDM Alto Adige e responsabile per i servizi alle imprese del NOI Techpark.

Insomma, passeggiare tra i corridoi dell’edificio A2 del NOI Techpark, è un po’ come vivere da protagonisti il «Ritorno al futuro» di Michael J. Fox e Christopher Lloyd. L’unica cosa che al momento manca è la mitica DeLorean.