Innovazione

11 agosto 2017Johanna Roellecke

Imprese, cresce il bisogno di futuro: settanta manager per guidare l'innovazione

Un corso qualificato e pratico per imparare a gestire l’intero processo: dall'idea alla sua realizzazione, al mercato. Così le aziende diventano più competitive

Dall’idea alla sua realizzazione, fino alla commercializzazione e alla tutela legale del prodotto. Tutto sotto il controllo di un’unica persona, capace di seguire l’intero processo innovativo. Un know-how sempre più richiesto dalle aziende: in Alto Adige sono ormai 70 i «responsabili dell’innovazione» che si sono formati grazie ad un corso congiunto di IDM Südtirol - Alto Adige e Camera di Commercio. «Abbiamo visto che nel territorio c’è domanda per questa tipologia di corso –spiega Irmgard Lantschner, direttrice dell'ufficio Innovazione della Camera di Commercio di Bolzano–. Spesso il personale incaricato dei processi di innovazione all’interno delle aziende non ha avuto un formazione adeguata in materia. E anche i corsi di laurea e di formazione professionale raramente offrono attività didattiche incentrate su queste tematiche». L’obiettivo finale dell’offerta formativa in materia di innovation managment è quello di sensibilizzare le imprese alla tematica e di aiutare a creare sul territorio una cultura dell’innovazione duratura e consolidata. Un progetto che sta funzionando: lanciato nel 2011, è giunto alla quarta edizione.

In un mondo in continua evoluzione e con mercati sempre più dinamici e globali l’innovazione è diventata un elemento cruciale per le imprese – dalle multinazionali alle piccole-medie imprese e singoli artigiani – sia per aumentare e garantire la propria competitività nel settore di riferimento sia per avere l’accesso a nuove opportunità di business. D’altro canto l’innovazione d’impresa è un processo rischioso, perché quando fallisce non di rado comporta gravi danni economici e a volte mette perfino in pericolo l’esistenza dell’intera azienda.

«Insegniamo ai partecipanti come utilizzare le risorse a disposizione in modo strategico ed efficiente per ottenere il miglior risultato possibile senza correre rischi evitabili. E questo comporta anche di sapere rinunciare a un’idea d’innovazione se ci sono troppi controindicazioni.– aggiunge Lantschner –. Non si deve lasciare al caso i processi d’innovazione. Invece vanno canalizzati in percorsi strutturati, continuativi e anche condivisi». Quest’ultimo un aspetto che troppo spesso viene sottovalutato: spesso i processi d’innovazione trovano l’opposizione all’interno dell’azienda stessa. «L’innovazione richiede per la maggior parte altissimi livelli di risorse in termini di tempo e capitale oppure notevoli cambiamenti legati a processi operativi interni all’impresa – spiega Sepp Walder, responsabile dell’area «Get innovative» di IDM–. Invece con gli strumenti e le conoscenze giuste a disposizione è possibile gestire tali processi con lungimiranza, cautela e mirati alla condivisione. Si tratta di un processo che va mediato e comunicato anche all’interno».

Un altro importante momento nel corso di un progetto d’innovazione è la parte della commercializzazione. Perché, come ricorda Lantschner «si parla di innovazione solo quando riesce ad affermarsi sul mercato». Ed è proprio per questo che il corso pone l’attenzione anche sulla gestione corretta delle attività di marketing per far sì che un’idea vincente riesca a tradursi in ricavi economici. «In molti casi le aziende esauriscono le proprie risorse già nella fase dello sviluppo. Ma un prodotto innovativo non serve a niente se nessuno lo conosce o se non riesce a conquistare una fetta del mercato.  Per questo motivo forniamo ai partecipanti anche le basi del marketing applicato alle diverse tipologie di innovazione». In tutto sono dieci i moduli che compongono il corso, che ha un taglio fortemente pratico – con lezioni interattive, esercitazioni e lavori di gruppo – e applicabile alle effettive esigenze delle singole realtà: A tenere le lezioni, un team di esperti nazionali e internazionali. Per il futuro è previsto un ulteriore allargamento del network in stretta collaborazione con il nuovo NOI Techpark che a ottobre 2017  aprirà le sue porte. In tale contesto i 70 responsabili dell’innovazione verranno messi a contatto con il resto dell’ecosistema altoatesino per creare  nuove e fruttuose sinergie nell’ambito dell’innovazione.