Cultura

4 settembre 2018Silvia Pagliuca

Capannoni, caserme, officine: l'arte invade la città

Al via la diciottesima edizione di Transart, festival multidisciplinare della cultura contemporanea

Fabbriche abbandonate, chiese, parchi tecnologici, ex caserme, antichi forti. Quanti sono i volti di una città? Dal 6 al 30 settembre, l’Alto Adige sovverte gli schemi e ospita la nuova edizione dell’attesissimo Transart, il festival multidisciplinare della cultura contemporanea che invade i luoghi meno convenzionali e più affascinanti delle città, con eventi musicali, spettacoli, mostre, proiezioni cinematografiche e performance tecnologiche.  Parola d’ordine: sperimentare e innovare. Attraverso la musica e la creatività. Si parte il 6 settembre con l’opening ospitato nello spazio industriale delle Officine FS per la prima assoluta della cantante e compositrice polacca Agata Zubel che con il baritono Frank Wörner darà vita al testo dello scrittore e drammaturgo tedesco Heiner Müller mentre le architetture di luce di Bartosz Nalazek doneranno un nuovo volto alle officine e i visitatori si ritroveranno a camminare in un dipinto di cui la musica sarà l’anima.

Il giorno seguente sarà il suggestivo capannone dell’Alpewa a fare da cornice alle ballate del poeta tedesco Friedrich Schiller, narrate dall’attore austriaco Philipp Hochmair e musicate dalla sua band, gli Elektrohand Gottes. L’8 settembre, invece, con l’obiettivo di far avvicinare sempre più persone alla musica elettronica contemporanea, il collettivo wupwup animerà con musica house, disco, deep e hip hop una delle zone più caratteristiche di Bolzano, Piazza Erbe, mentre nel Parkhotel Laurin Patti Schmidt e Valentina Tanni discuteranno sull’evoluzione dell’arte digitale tra Italia e Canada. E sempre la stessa sera, tutti pronti alla club night dell’Ex-Masten. Ma si continuerà a ballare anche il giorno successivo al Monte San Vigilio, palcoscenico fisso di Transart, dove la musicista, compositrice e coreografa Tomoko Mukaiyama ricreerà un’esperienza unica, suonando un pianoforte a coda sotto un cielo popolato da un’orchestra di droni. Ancora, attesissima, il 13 settembre, la prima di Crisis, spettacolo coprodotto da Transart con Ravello Festival in cui performance musicali e teatrali diverranno un tutt’uno evocando una celebre creazione di Merce Cunningham e portando in scena le opere di compositori dell’avanguardia musicale come Francesco Filidei e Simon Steen-Andersen, Sylvano Bussotti ed Helmut Lachenmann. Il tutto, nel NOI Techpark, il nuovissimo parco tecnologico di Bolzano, mentre il 21 settembre nel Capannone Mair Josef, andrà in scena il “Sanctuary of slavery”, performance creata da rifugiati e richiedenti asilo ospiti in Alto Adige fatta di canti corali, racconti, video e una marcia collettiva con al centro l’esplorazione del potere della voce.

Il giorno successivo, tutti alla torre di Alperia, dove Stefano Bernardi punterà l’attenzione sulle conquiste tecnologiche del passato oggi sostituite dall’universo digitale. Da non perdere, poi, l’incursione del possente forte austriaco della val Isarco, il Forte di Fortezza, dove il 29 settembre l’artista Michael Fliri ricreerà un’installazione audiovisiva dedicata all’archetipo delle maschere. Infine, il 30 settembre, doppio appuntamento con Margaret Leng Tan per “Toy Toy Toy!”, un piccolo teatro musicale suonato con tastiere giocattolo al Museion di Bolzano, e sui prati di San Genesio con i cantanti della Neue Vocalsolisten di Stoccarda e con il raduno dei campanacci delle mucche. Esattamente, le mucche. Perché con Transart nulla è come sembra. Tutti gli eventi sono disponibili qui.

(foto dalla pagina facebook di Transart)