Turismo

26 luglio 2017Stefano Voltolini

Estate e inverno, il turismo non si ferma mai: 31 milioni di presenze nel 2016

Record di arrivi e pernottamenti in Alto Adige. Un territorio che attrae vacanzieri da tutto il mondo. E le regioni vicine cedono il passo

Immaginate l’intera area metropolitana di Londra, brulicante di persone. Spostatele tutte in Alto Adige: questo può dare l’idea di quanto funzioni uno dei grandi motori dell’economia del territorio: il turismo. Un «peso» fotografato anche dai dati del 2016, che fanno segnare due record: oltre sette milioni di arrivi (+7,8%) da un lato, sforata quota 31 milioni (+6,4%) per i pernottamenti dall’altro. L’Alto Adige è una terra da vivere 365 giorni l’anno: il 61% dei turisti arriva nei mesi caldi, 4,3 milioni, rispetto ai 2,7 milioni dell’invernale. Ora c’è uno strumento in più per l’analisi: i «Dati e fatti turistici», elencati nel report per il 2016 predisposto da IDM Alto Adige-Südtirol, l’azienda speciale per l’economia di Provincia e Camera di commercio di Bolzano.

Primi nelle Alpi centrali

Il turismo, uno dei capisaldi nell’ecosistema produttivo dell’Alto Adige, si conferma una realtà dinamica e competitiva. Il territorio, secondo il focus di IDM, svetta sulle aree confinanti e vicine. Con 31,3 milioni di pernottamenti (+6,4%), su 220.596 posti letto, la provincia di Bolzano fa meglio in termini percentuali di Tirolo (+3,4%), regione che vanta 47 milioni di pernottamenti e 371.252 posti letto, Trentino (+5,4%), che ha un numero minore di pernottamenti (16,9 milioni) e di posti letto (168.584), Salisburgo (+5,2%), Voralberg (+4,4%), Grigioni (-1,9%), Wallis (-1,9%).

Due record e nuovi mercati per il turismo altoatesino

Contando l’anno solare, il 2016 ha permesso all’Alto Adige di superare i 7 milioni di arrivi (7.002.049 per la precisione) con un incremento del 7,8% sul 2015 (6.495.949). Per l’estate si è passati da 3.925.389 a 4.288.082 (il dato più alto dal 2010). L’inverno 2015-2016 è salito sempre in termini di arrivi toccando quota 2.710.284, rispetto al dato di 2.512.276 della stagione fredda 2014-2015. In salita anche i pernottamenti, che confermano il buon andamento dell’estate. Il tasso lordo di occupazione delle camere è 29,2% in inverno e 48,6% nella stagione calda (38,9% la media annua). In Alto Adige arrivano visitatori da tutto il mondo, rendendo il territorio un punto di attrazione globale. Anche se ancora con numeri bassi comparati con i principali Paesi di provenienza (Germania e Italia) crescono i turisti da Turchia (+30% degli arrivi), Africa (+12,8%), Sudamerica (+8,7%), Asia (18%), Spagna (+20%). I primi otto Paesi in valore assoluto di presenze sono Germania (3 milioni di arrivi, +8,9%), Italia (2 milioni e 441.000 arrivi, +5,8%), seguiti da Svizzera (+9,0%), Austria (8,4%), Paesi Bassi (7,8%), Belgio (5,9%), Repubblica Ceca (8,7%), Regno Unito (+13,8%).

Il Regno Unito in particolare ha avuto la crescita maggiore nel quadriennio 2012-2016 (+38,1% dei pernottamenti). Guardando al dato demografico, gli ospiti più giovani di età sono cechi e polacchi, con un’età media di 40 anni, mentre gli svizzeri sono gli ospiti più «anziani» con i loro 49 anni di media.

I tedeschi vengono per quasi il 70% (calcolato sugli arrivi) in estate, idem per austriaci, svizzeri, olandesi. Per il Nord Europa infatti l’Alto Adige è una classica meta estiva. Gli italiani invece si dividono praticamente a metà (52% contro 48% per l’inverno). Cechi e polacchi prediligono la stagione fredda e quindi lo sci e gli sport invernali.

Il traino della Val d’Ega

L’incremento di presenze varia a seconda delle località del Sudtirolo. La Val d’Ega è l’area con la crescita maggiore (+23,4% dei pernottamenti sull’anno solare), seguita da Bolzano e dintorni (+7,5%), Merano e dintorni (+7,1%), Alta Badia (+6,5%). E l’offerta? Continua a crescere. Le strutture ricettive alberghiere sono in totale 4.066, di cui 465 hotel a 4-5 stelle, 1.585 a 3, 1.210 a 1-2 stelle, 806 residence. Le extralberghiere sono 6.000, di cui 48 campeggi, 2.836 alloggi privati, 2.797 agriturismi. A crescere sono soprattutto gli alberghi di lusso, i 4-5 stelle (+9,7% per i pernottamenti), i campeggi (+8,6%), gli agriturismi (+7,2%).