Università

11 agosto 2017Johanna Roellecke

Boom di studenti (+39%) e selezione, così Unibz diventa ateneo di eccellenza

Quasi tremila i candidati per l’anno accademico 2017/2018. Trilinguismo, forte vocazione all'internazionalizzazione e stretta collaborazione con l’ecosistema delle imprese i punti di forza

Se il buongiorno si vede dal mattino, splende il sole sulla Libera Università di Bolzano. Non solo per la stagione estiva, ma per l’aumento (+39%) di preimmatricolati per l’anno accademico 2017/2018. In cifre assolute, 2.830 candidati ad entrare all’Unibz, contro i 2035 dell’anno precedente. Buoni segnali, considerato che l’ateneo è ancor giovane – 20 anni appena compiuti – e in espansione: in totale sono 3.600 gli iscritti agli oltre 30 corsi, fra laurea e post-laurea. Ma i tasselli che formano un mosaico ben riuscito sono tanti, come le posizioni scalate nella classifica sulla qualità della ricerca dell’Anvur, ad esempio. Giovane, ma già con un buon credito internazionale, come ricorda la classifica mondiale degli atenei con meno di 50 anni.

Un aumento che si fa sentire specialmente nell’ambito delle materie scientifiche. Sommando sia le candidature pervenute per i corsi di laurea triennale che quelli di laurea magistrale, sono infatti le facoltà di Scienze e Tecnologie e Scienze e Tecnologie informatiche – passate rispettivamente da 413 a 673 (+62%) candidati e da 230 a 403 (+75%) – che registrano la crescita più marcata. A seguire le Facoltà di Economia, da 1039 a 1465 (+41%), di Design e Arti, da 214 a 283 (+32%) e di Scienze della Formazione, da 844 a 1042 (+23%).

Un ateneo a forte vocazione internazionale

Numeri che confermano che l’ateneo di Bolzano diventa sempre più noto, in Italia ma non solo. Se la maggior parte dei candidati proviene dalle province di Bolzano, Trento e dalle regioni più vicine (in particolare dal Veneto e dalla Lombardia), un altro dato significativo è la forte crescita degli studenti provenienti dall’estero, in primis dalla Germania: se nel 2016/17 erano 252 i candidati tedeschi interessati a studiare all’Unibz, per l’anno accademico 2017/18 sono ben 409. «I numeri sono in aumento perché il nostro ateneo si sta facendo conoscere e apprezzare in Italia e anche oltreconfine – commenta il rettore, Paolo Lugli; per approfondire, qui l’intervista pubblicata su Vertical Innovation –. I recenti piazzamenti ai vertici delle classifiche italiane degli atenei e in alcuni dei più prestigiosi ranking internazionali hanno dato impulso alla notorietà della Libera Università di Bolzano. «Ciò si riflette certamente nel numero delle candidature che quest’anno sono aumentate quasi del 40%. Un dato che indica che dobbiamo continuare a puntare su ciò che ci contraddistingue: didattica di qualità e trilingue, internazionalizzazione e servizi agli studenti» aggiunge Lugli.

Il ponte con le imprese                                                                                               

Fondata nel 1997 con una vocazione internazionale e multilingue, Unibz propone attività didattiche tenute in tre lingue diverse: l’inglese, l’italiano e il tedesco. Un sistema che ha portato in Alto Adige ricercatori e studenti da tutto il mondo. Oggi, infatti, il 35% dei docenti e il 17% degli studenti che insegnano e studiano nelle cinque facoltà dell’ateneo proviene dall’estero. Un altro punto di forza di Unibz: la stretta collaborazione con l’ecosistema locale delle imprese e dell’innovazione, non solo nell’ambito delle partnership legate a progetti di ricerca applicata ma anche per quanto riguarda le iniziative promosse per portare gli studenti a contatto con le realtà imprenditoriali locali. Spicca a questo riguardo la cooperazione tra Unibz e Assoimprenditori Alto Adige, che solo recentemente ha avviato varie partnership concrete tra l’università e singole aziende. Un’intesa strategica da cui possono trarre vantaggio tutte le realtà coinvolte. Lo scopo comune: creare valore aggiunto per il territorio.

Sono questi senz’altro alcuni degli elementi chiave su cui si basano gli ottimi risultati di Unibz nei ranking nazionali e internazionali che sempre di più si traducono anche in numeri crescenti di candidature e iscrizioni. Fatto positivo che, secondo il presidente Konrad Bergmeister, è l’occasione buona per dare un’ulteriore spinta alla qualità dell’ateneo: «Con numeri così alti, possiamo permetterci di operare una selezione degli studenti e puntare all’ammissione di quelli più bravi e motivati. Un fattore, questo, che ci aiuta nel nostro lavoro di costruzione di un’università piccola ma di eccellenza».