Scenari

21 agosto 2018Silvia Pagliuca

Tecnologia, design e competenze per combattere le fake news

Il 5 e 6 ottobre a Bolzano la Visual Journalism School per costruire il futuro del giornalismo

Il futuro del giornalismo passa per il capoluogo altoatesino. Qui, giornalisti, designer, statistici e programmatori collaborano per delineare una nuova forma narrativa. Una comunicazione capace di raccontare la realtà, osservandola dai suoi molteplici punti di vista, catturando l’attenzione del lettore – spettatore attraverso un uso accorto e sapiente delle immagini e consentendo una comprensione più profonda dei testi. L’appuntamento con la nuova frontiera delle notizie è per il 5 e 6 ottobre 2018 con la Scuola di Visual Journalism. Due giorni, guidati da Matteo Moretti, ricercatore della Libera Università di Bolzano e co-fondatore della piattaformavisualjournalism.unibz.it, per scoprire come design, giornalismo e scienze sociali si stiano reciprocamente «contagiando» per raccontare fenomeni sociali variegati dando al pubblico una visione ampia e multiprospettica della contemporaneità.

«Come sappiamo, il giornalismo è chiamato a una profonda ridefinizione. Per poter mettere all’angolo disinformazione e fake news, è necessario puntare sulla qualità e sull’interdisciplinarità. Non possiamo più pensare che un’inchiesta possa essere realizzata da un unico giornalista, depositario di tutto il know how. Serve osservare la realtà da più punti di vista, unire le competenze di esperti e discipline diverse, trovare un’angolazione nuova e completa per raccontare in maniera professionale, autentica ed efficace ciò che ci circonda» spiega Moretti. Lui, cresciuto nel campo del web e del motion design, lavorando per Erazero, partner di Mtv Italia, dopo anni di lavoro sulla data visualisation e sul web design, ha iniziato la carriera accademica, prima come lecturer, poi come ricercatore presso la Libera università di Bolzano. Nel 2014 ha realizzato “La Repubblica popolare di Bolzano”, progetto di visual journalism con cui ha raccontato – dati e grafici alla mano – la (mancata) invasione cinese nella provincia altoatesina, conquistando il Data Journalism Award 2015 e l'European Design Award. «Avevo il desiderio e l’esigenza di raccontare la realtà in un modo diverso, partendo da un fenomeno locale per arrivare a definire una prospettiva globale. Così, mi sono guardato intorno e ho iniziato a indagare la dimensione della comunità cinese a Bolzano. La presenza dei cinesi – spiega Moretti – era percepita come molto forte ma, in realtà, numericamente parlando, pesava appena per lo 0,6%. Analizzando alcune storie ed esperienze, ho poi capito che più che di un’invasione, si poteva parlare di un’integrazione senza precedenti, forse unica nel panorama nazionale. E l’ho comunicato».

Forte dei riconoscimenti ottenuti con questo primo progetto, nella primavera del 2016 ha rivolto lo sguardo alla frontiera del Brennero, là dove il sogno Europeo è “messo in crisi” dal sogno dei migranti. Il risultato è stato un nuovo progetto, EuropaDreaming, ancora una volta vincitore dell'European Design Award. «Entrambi i progetti di ricerca sono nati dalla definizione dei casi di studio su cui poi ho elaborato le mie riflessioni accademiche, usando un processo di co-design o design collaborativo all’interno team interdisciplinari» chiarisce Moretti, ricordando l’apporto fondamentale dato dall’Ateneo. «L’Università è un partner strategico in questo processo di studio e in generale tutta la realtà altoatesina è molto aperta e pronta a mettersi in gioco rispetto a queste nuove modalità d’indagine» assicura il ricercatore. Il comune di Malles, ad esempio, nel biennio 2016-2018 ha iniziato a sperimentare nuove forme di partecipazione politica, abilitando i cittadini alla composizione del budget municipale, e per farlo ricorre proprio al design dell’informazione.

I protagonisti della School

Così, visto l’humus territoriale molto promettente, Moretti ha deciso di avviare nel 2016 la Visual Journalism School. Un’esperienza che già nella prima edizione ha riscosso interesse diffuso e che anche quest’anno promette di fare il tutto esaurito riunendo speaker e appassionati pronti a scoprire e condividere nuove forme di progettazione e racconto. Nella prima giornata, in particolare, dialogheranno e presenteranno le rispettive esperienze Matteo Moretti, Michael Stoll, docente di infografica presso la Augsburg University of Applied Sciences, di Visual Storytelling alla Armstadt University of Applied Sciences (Germany) e di Visual Culture alla University of Neuchatel (Switzerland), Jacopo Ottaviani, giornalista italiano specializzato in data journalism, i cui lavori compaiono su Internazionale, The Guardian, Al Jazeera International e Foreign Policy e Barbara Sgarzi, giornalista e Fellow Media Trainer Google per l'Italia, nell'ambito di Google News Initiative con incursioni nelle graphic news, nella narrazione multimediale e negli strumenti Google per il data journalism. Il giorno successivo, la riflessione proseguirà con Federica Fragapane, information designer i cui progetti di data visualization sono stati pubblicati su Corriere della Sera, Wired Italia e Wired Uk, Lisa Borgenheimer, designer specializzata in infografiche cartacee e digitali, collaboratrice di quotidiani e magazine come il Süddeutsche Zeitung, ZEIT Online, magazine 137.5, Nicolò Ceccarelli, professore associato in Design presso il dipartimento di Architettura di Alghero e Alfredo Calosci, architetto e docente di Data visualization al Departamento de Diseño e Imagen - Universidad Complutense de Madrid e di Physical Computing al Master in Interaction Design alla Escuela Superior de Diseño di Madrid. Una crew all’avanguardia che guiderà i partecipanti alla scoperta di nuovi strumenti e nuovi linguaggi per un’informazione sana e di qualità.