Imprese

17 settembre 2018Silvia Pagliuca

Da Tokyo a piazza San Marco, la luce smart di Ewo accende il mondo

L’azienda leader nei sistemi di illuminazione per spazi pubblici. Con soluzioni sempre più avveniristiche e smart

Una luce calda rischiara Piazza San Marco e di notte Venezia brilla ancor più che di giorno. Illuminare le architetture che l’hanno resa il salotto italiano per eccellenza è un compito che potrebbe far tremare i polsi a tanti. Così non è per Ewo, azienda altoatesina che con le sue intuizioni luminose ha ricreato per la celebre piazza una scenografia naturale e delicata, rispettandone il passato secolare e dimostrando come, proprio attraverso la luce, sia possibile attribuire al paesaggio una nuova emotività. E, in alcuni casi, anche una nuova intelligenza. Perché Ewo non si limita a illuminare, ma rende anche più smart e interconnessi gli spazi, trasformando l’illuminazione in uno dei più potenti lettori di dati di tutti i tempi.

Leader mondiali nei sistemi avanzati di illuminazione

Nata nel 1996 a Sarentino da un’idea di Flora Kröss e Ernst Wohlgemuth come attività manifatturiera nel settore dei metalli, Ewo, oggi radicata a Cortaccia, là dove la Strada del Vino incontra i più verdi meleti dell’Alto Adige, è uno dei leader mondiali nella realizzazione di sistemi avanzati di illuminazione per spazi pubblici. Aeroporti, centri logistici, piazze, strade, percorsi pedonali, location architettoniche di prestigio: la luce di Ewo si propaga da Puerto Rico a Tokyo, dalla Groenlandia a Las Vegas, passando, ovviamente, per Italia, Austria, Germania e Svizzera. Portano la sua firma i sistemi di illuminazione degli avveniristici aeroporti di Singapore e di Doha, oltre, appunto alla celeberrima piazza San Marco a Venezia, icona artistica e architettonica nel mondo. Tutto merito della tecnologia modulare a led su cui Ewo ha puntato prima di chiunque altro distinguendosi rispetto ai competitors per un know how all’avanguardia, per l’elevata flessibilità delle produzioni e per l’alta qualità dei progetti realizzati collaborando con architetti e designer di fama mondiale, come l’inglese Nicholas Grimshaw, il giapponese premio Pritzker Shigeru Ban, i fuoriclasse dell’ingegneria Arup & Partners.

La quarta dimensione dell’architettura

«La luce è autentica emozione. Il suo tocco rende ogni orizzonte diverso. Dona benessere, crea comunità, dà vita ai luoghi. È la quarta dimensione dell’architettura» dichiara Hannes Wohlgemuth, Member of Board e Head of Sales & Marketing di Ewo. Per lui, figlio dei fondatori Flora ed Ernst, lavorare nell’azienda di famiglia è stato un processo naturale a cui è arrivato dopo aver studiato architettura a Innsbruck e aver vissuto per un anno a Siviglia. Un percorso di responsabilità altamente sfidante: «Lavorare per Ewo significa viaggiare in tutto il mondo, plasmare le architetture attraverso la luce, diventare artefici di progetti suggestivi e poi, tornare a casa, in Alto Adige, dove ritrovare non solo una qualità di vita invidiabile, ma anche un territorio fertile per innovare e sperimentare» spiega Wohlgemuth. Nelle due sedi di Cortaccia e Sarentino, infatti, avvengono sia il processo creativo che quello produttivo. In un laboratorio silenzioso ma dinamico, Ewo crea e testa i suoi prodotti prima di immetterli sul mercato e spedirli in tutto il mondo.

«Alto Adige terreno fertile per innovare e sperimentare»

Il cuore dei corpi illuminanti è il principio modulare: un sistema semplice che consente di realizzare svariate soluzioni sostenibili, a basso consumo energetico, perfettamente personalizzate e senza limiti di dimensione. L’anima artistica, infatti, va di pari passo con quella tecnologica. Il risultato sono progetti come l’illuminazione dell’impianto di risalita Spieljoch­bahn nella valle tirolese Ziller­tal, con cui Ewo ha mostrato le grandi potenzia­lità scenogra­fi­che della luce nel dare protago­ni­smo al paesag­gio, la Plan Lumière realizzata nel comprensorio di Les Ménuires, nelle Alpi francesi, il MAC Forum del Munich Airport Center, le stazioni del People Mover nell’Education City di Doha, lo stadio di Wembley a Londra, i vicoli pedonali di Capri, i centri cittadini di Brunico, Appiano e Glorenza, la cui anima medioevale è valorizzata proprio dalle sfumature delle luci Ewo. Fino agli aeroporti. Il primo che ha scelto di rivolgersi all’azienda altoatesina per illuminare i suoi piazzali è stato quello di Innsbruck. Poi ne sono seguiti almeno altri 70, da Monaco - che con più di 1500 poli luminosi è il più grande tra quelli firmati ewo -, a Gedda, in Arabia Saudita, in assoluto il più caldo, con temperature che superano i 48°C, fino a Yakutsk, in Siberia, dove le colonnine di mercurio scendono anche sotto i 50°C. Condizioni estreme nelle quali Ewo usa soluzioni tecnologicamente molto avanzate con speciali sensori termici per riuscire a offrire la massima affidabilità. «Il settore aeroportuale richiede precisione millimetrica e performance assoluta. Noi siamo stati i primi a credere nelle potenzialità dei led anche in questi contesti e il tempo ci ha dato ragione. I vantaggi di questa soluzione – chiarisce Wohlgemuth – sono numerosi: basta guardare al caso di Innsbruck dove già nel primo anno il risparmio sul consumo energetico ha raggiunto il 70%, annullando quasi completamente i lavori di manutenzione che con i vecchi sistemi erano molto frequenti e costosi».

La sfida dell’IOT

L’area di sosta dove la luce si accende da sola

Ma le sfide non sono finite, anzi. Il futuro parla il linguaggio dell’Internet of Things, delle Smart City e dello Smart Lighting. E anche in questo caso, Ewo è prontissima. Nell’ottica di città sempre più interconnesse, in cui le strade diventano reti capaci di assorbire (e distribuire) straordinarie quantità di dati, i corpi illuminanti possono fare la differenza, diventando l’infrastruttura ideale per le nuove città digitali. È d’esempio, in questo caso, l’area di sosta autostradale di Furholzen (Kiefersfelden, Germania) in cui Ewo ha studiato un sistema che prevede l’avvio dell’illuminazione solo quando le zone di sosta vengono realmente utilizzate. Meccanismo molto simile a quello utilizzato nell’aeroporto di Monaco. Un’altra declinazione è poi visibile nell’aeroporto del Sud Africa, il cui impianto di illuminazione è interamente controllabile da Cortaccia. Basta un touch e i 12 mila chilometri di distanza che separano l’Alto Adige da Johannesburg vengono azzerati. Perché parlare di sistemi di illuminazione, oggi, vuol dire avere a che fare con sensori, reti digitali, intelligenza artificiale, apprendimento automatico e comandi intelligenti. «Per essere preparati rispetto alle sfide del futuro, abbiamo avviato la startup connexx, ora insediata al NOI Techpark di Bolzano, con cui sviluppiamo nuove tecnologie luminose nell’ambito delle Smart City – illustra Wohlgemuth, evidenziando le potenzialità dell’ecosistema dell’innovazione altoatesino – Qui abbiamo la possibilità di collaborare con Università ed enti di ricerca, di studiare e di innovare, di coinvolgere, grazie al format ewoLAB, designer, artisti e architetti che ci propongono il loro personale approccio alla luce attraverso contest e istallazioni. Un’energia creativa contagiosa che consente ai nostri progetti di brillare oltre confine». Anche per questo, Ewo è sempre alla ricerca di nuovi talenti nel campo dell’ingegneria meccanica, dell’elettronica e dell’IT. Professionisti intraprendenti e appassionati, pronti a dividersi tra le due sedi italiane dell’azienda e gli uffici di Monaco, Innsbruck, Copenhagen, Melbourne e Berlino. «Siamo sarti della luce, abbiamo il cuore in Alto Adige e da qui illuminiamo il mondo» - conclude Wohlgemuth.

 

Scheda

Ewo viene fondata a Sarentino nel 1996 da Flora Kröss e Ernst Wohlgemuth e nasce da una attività manifatturiera del settore del metallo. Oggi conta oltre 100 dipendenti ed è specializzata nella creazione di soluzioni di alta qualità, tecnologicamente avanzate nel campo dell’illuminazione.

Cuore dei suoi progetti è l’unità di illuminazione modulare a led, utilizzata come componente di base per sistemi di qualsiasi dimensione, dai bollard alle torri faro. L’unità di illuminazione è costituita da un blocco di tre lenti, un modulo LED ad alta efficienza, una tenuta per la protezione IP e un profilo di montaggio dissipatore del calore che consente una regolazione flessibile all’interno della lampada. Ogni elemento è personalizzabile: dalla distribuzione della luce alla programmazione degli alimentatori al colore, per atmosfere diverse a seconda di ogni desiderio. Il principio modulare consente inoltre di ottenere una precisa regolazione per gradi, generando e consumando solo la quantità di luce realmente necessaria.

Per favorire il confronto tra esperti e discipline, Ewo ha ideato gli ewoTALKS, un programma di conversazioni in cui personalità d’eccezione della scena locale e internazionale discutono di arte, design, economia e tecnologia. Intensa è inoltre la collaborazione con la Libera Univer­sità di Bolzano, tra cui spicca il progetto “Magic” realizzato nell’estate 2018, con il diretto coinvolgimento degli studenti. Una partnership che si inserisce nel programma più ampio ewoLAB.

Ewo é certificata ISO 9001 e ISO 14000 dall’ente di certificazione svizzero Bureau Veritas.