Green

30 agosto 2017Rebecca Travaglini

La startup green pluripremiata che piace a Pechino sceglie l'Alto Adige per crescere

Hbi da ottobre al NOI Techpark. «Ecco perché conviene trasferire la propria azienda nel parco scientifico e tecnologico di Bolzano»

Che fine fanno gli scarti organici, quelli che per definizione non servono più? Considerati spazzatura da buttare, causano il problema del loro smaltimento. E se invece quei rifiuti fossero trattati e trasformati in un materiale che può essere usato come energia rinnovabile, per aumentare la produttività dei terreni o addirittura come filtro per depurare le acque? Il tutto in cinque ore? Hbi è una startup di Treviso (ma da sempre legata all’Alto Adige) che nasce dalla tesi di dottorato in ingegneria ambientale del founder Daniele Basso, focalizzata sul trattamento dello scarto biodegradabile. L’idea alla base dell’avventura imprenditoriale dell’azienda è utilizzare una tecnologia ad alta efficienza, veloce e a zero emissioni per ingegnerizzare un materiale chiamato Greenpeat, ottenuto dalla trasformazione di rifiuti biodegradabili.

I due impieghi di Greenpeat

«L’innovazione – spiega Daniele Basso – è che attraverso la nostra tecnologia, modulabile e scalabile, possiamo estrarre dal rifiuto organico questo materiale che ha due modelli applicativi: da un lato le piccole e medie industrie agroalimentari possono trattare direttamente i propri scarti eliminando quindi i rifiuti e avere energia pulita da fonti rinnovabili; dall’altro per le imprese più grandi – che muovono quantitativi di materiali elevati – il Greenpeat può diventare un materiale più nobile usato come ammendante o filtrante. Questo in pieno accordo con il concetto dell’economia circolare».

La costituzione di Hbi: 5 ottobre 2016

Daniele Basso è sempre stato sensibile ai temi ambientali, ma la volontà di rendere questo interesse concreto, fino a trasformarlo addirittura in una startup, è venuta durante il dottorato. Successivo è stato l’incontro con l’imprenditore Renato Pavanetto e la sua società, Carretta Srl, che sarebbe diventata il partner tecnologico di Hbi. Basso e Pavanetto insieme hanno deciso di sviluppare un business plan e per validarlo hanno partecipato a diversi concorsi, fra cui nel 2016 l’Unicredit StartLab, «una settimana intensiva di incubazione per potenziare e ingrandire il network e conoscere mentor altamente professionali con cui stiamo ancora collaborando» racconta Basso. E così il 5 ottobre 2016 è avvenuta la costituzione della startup.

Dalla Marca trevigiana, presto l’azienda ha iniziato ad allargare i propri orizzonti, fino a quando il 26 maggio 2017 è riuscita a vincere contemporaneamente il titolo di Startup Trevigiana dell’Anno ai Treviso Innovation Days, e il primo premio del “China Italy Innovation Entrepreneurship Competition 2017”, promosso dall’International Technology Transfer Network Ittn, società del Ministero della scienza ed innovazione dello stato Cinese. «La tutela ambientale è un tema molto sentito dai cinesi, perché è uno dei quattro pilastri del piano quinquennale di sviluppo – spiega Basso –. Questa vittoria ci ha permesso di siglare accordi commerciali con due partner cinesi e la visibilità mediatica ci ha garantito la collaborazione con un altro partner che opera in Indonesia e con una organizzazione svedese».

L’arrivo in Alto Adige

Anche se è stata discussa a Trento, la tesi di dottorato di Daniele Basso è stata co-supervisionata da un docente della Libera Università di Bolzano, con cui il ricercatore collabora tuttora. Nel gennaio 2017 Hbi ha voluto tornare ad avere a che fare con l’Alto Adige avviando, con Idm Südtirol – Alto Adige, il processo di selezione per poter essere insediata all’interno dell’Incubatore d’imprese di Idm nel NOI Techpark. A inizio luglio il processo si è concluso positivamente e, a partire da settembre, Hbi inizierà ad operare attivamente in Alto Adige. «Avere la sede al Noi è molto importante, visto che Hbi ha una forte componente di ricerca e sviluppo. Il nuovo Parco tecnologico rappresenta per noi l’ecosistema ideale – afferma Basso –: un’unica area che mette insieme centri di ricerca, università e imprese. Abbiamo quindi in modo agevole la possibilità di innovare e crescere come startup».

Il Noi techpark

Una sede all’interno del Noi Techpark offre alle aziende molteplici benefici. «Il Noi accumula tutta la ricerca pubblica che viene fatta in Alto Adige nei settori green, alpine, food, ict & automation – spiega Petra Gratl, responsabile dell’Incubatore d’imprese di Idm –: le aziende private possono collaborare con le enti di ricerca e sviluppare così dei vantaggi competitivi». Le modalità di ammissione al Noi Techpark sono diverse a seconda del tipo di azienda che ne fa richiesta: le startup che si insediano nell’Incubatore d’imprese di Idm o le aziende private più consolidate che hanno a disposizione edifici dedicati.

I vantaggi dell’incubatore di imprese di Idm

L’Incubatore di imprese di Idm Südtirol – Alto Adige (precedentemente Tis Innovation Park e prima ancora Bic Business Innovation Centre Südtirol) offre due tipologie di servizi: il primo è l’Ideas Space, uno spazio dedicato all’interno del Noi Techpark dove aspiranti imprenditori lavorano al modello di business e allo sviluppo prodotto. «Offriamo quindi sia gli spazi fisici che un supporto con workshop, training, contest e servizi personalizzati come il coaching» continua Gratl. La seconda tipologia di servizio è il Business Incubator per le startup già avviate: «Le accompagniamo per 3-5 anni e offriamo loro servizi che le aiutano a crescere velocemente».

Il team di Hbi è composto dai due soci fondatori, Daniele Basso e Renato Pavanetto, a cui si uniscono l’azienda trevigiana Carretta S.r.l., leader in Italia nel campo della robotica e delle automazioni industriali. Attualmente collaborano nella startup Sara Sbroggiò, che si occupa di bandi e comunicazione, Alberto Serena, project manager, e altre due collaborazioni in fase di formalizzazione, tra cui un temporary manager.

«Siamo molto orgogliosi che Hbi abbia scelto di venire in Alto Adige – conclude Petra Gratl –. Il vantaggio competitivo del Noi Techpark è proprio quello di riunire aziende, Università e istituti di ricerca in un unico centro.

I servizi offerti dalla Provincia: domande a sportello e bandi a scadenza

Oltre ai servizi offerti da Idm, le aziende che lavorano in Alto Adige possono godere di diversi benefici messi a disposizione dalla Provincia. «La strategia della Provincia è puntare sul tema di innovazione e ricerca» racconta Luigi Cavaliere, Funding Programmes & Eu Projects. Vengono quindi offerti strumenti che si dividono nelle cosiddette domande a sportello (a cui le aziende possono accedere direttamente in ogni periodo dell’anno) e i bandi a scadenza. «L’obiettivo è creare valore sul territorio, ottenere posti di lavoro e mettere in rete i soggetti – continua Cavaliere –. Tra i contributi principali concessi dalla Provincia vi sono quelli per progetti di Ricerca e Sviluppo – che possono essere portati avanti da imprese singolarmente o in forma di cooperazione, anche con enti di ricerca –, i contributi specifici che riguardano, ad esempio, i brevetti e i diritti di proprietà industriale, le consulenza in materia di innovazione e l’assunzione di personale altamente qualificato». Delle 66 startup innovative presenti in Alto Adige nel 2016, 19 sono state incubate in Idm, raggiungendo un fatturato complessivo di 2,8 milioni di euro, in aumento del 74% rispetto all'anno precedente, con 101 persone impiegate (il 29% in più rispetto all'anno precedente). Il ruolo di Idm è di affiancamento informativo e di supporto: «Aiutiamo le imprese e le startup a capire le regole e come si accede ai finanziamenti» conclude Cavaliere.

 

Scheda

La storia di Hbi in 7 tappe

1 - L’idea di creare una startup legata all’ambiente nasce durante il dottorato di Daniele Basso.

2 - L’incontro con Renato Pavanetto e Carretta Srl porta a sviluppare il primo business plan.

3 - La partecipazione a diversi concorsi dà modo a Hbi di valutare se la strada è quella giusta: tappa significativa è nel 2016 la partecipazione a Unicredit StartLab.

4 - Il 5 ottobre 2016 viene costituita Hbi.

5 - Continuano i riconoscimenti significativi per la startup: il 26 maggio 2017 vince il titolo di Startup Trevigiana dell’Anno ai Treviso Innovation Days e il primo premio del “China Italy Innovation Entrepreneurship Competition 2017”.

6 - Nel gennaio 2017 Hbi avvia con Idm Südtirol – Alto Adige il processo di selezione per poter essere insediata all’interno dell’Incubatore d’imprese di Idm nel Noi Techpark.

7 - A inizio luglio il processo si conclude con esito positivo e, a partire da settembre, Hbi inizierà a lavorare in Alto Adige.

Idm e le startup: qualche numero

L’incubatore di imprese di Idm Südtirol – Alto Adige è stato fondato nel 1998. Fino al 2017 ha seguito 129 startup, l’85% delle quali ancora attivo dopo 5 anni. Al momento ne ospita 22.

Le 129 aziende passate negli anni per Idm hanno raggiunto nel 2016 un fatturato di 72,6 milioni di euro. Il 75% di queste entrate è stato generato all'estero, il 17% a livello regionale e il 18% nel resto d'Italia. Nel 2016 queste aziende hanno investito in ricerca e sviluppo 2,5 milioni di euro (il 4% delle vendite). Dal 1998, le aziende di Idm hanno creato 482 posti di lavoro e il 46% dei lavoratori dipendenti ha una qualifica tecnica superiore.