Scenari

23 ottobre 2017Enrico Albertini

NOI Techpark, apre la casa dell’innovazione. Boschi: «Modello per il Paese e per l’Europa»

Tempi e costi rispettati per la riqualificazione dell’ex Alumix che ospiterà imprese, laboratori e centri di ricerca. All'inaugurazione il taglio del nastro è collettivo

Non si poteva cominciare che con un taglio del nastro collettivo. Perché il senso del stare insieme si sente forte già nel nome del nuovo parco scientifico tecnologico di Bolzano Sud, che ha visto salire il sipario ufficialmente venerdì 20 ottobre. NOI, Nature of Innovation. Un acronimo che richiama appunto il lavoro collettivo in italiano e suona come la parola «nuovo» in tedesco. Oltre a richiamare quella natura, la prima «innovatrice», dal quale prende spunto una struttura ecosostenibile, che produce da sé l’energia.

«Un modello per il Paese e non solo, per tutta l’Europa – ha ricordato l’ospite d’eccezione, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi – un investimento poderoso da parte della Provincia Autonoma di Bolzano (124 milioni di euro ndr), un’opera che mette insieme tradizione, storia e futuro. Non dimenticando come sia stata costruita rispettando costi e tempi».  La riqualificazione dell’ex Alumix, storica azienda di alluminio di Bolzano voluta allora da Mussolini per portare lavoro in una terra da «italianizzare», si è effettivamente materializzata in meno di tre anni. All’inaugurazione si è così potuta mostrare in tutta la sua bellezza: la torre piezometrica con i suoi 30 metri di altezza illuminati a giorno, svettava sul «black monolith», l’edificio che porta nel cuore l’innovazione strizzando l’occhio a Stanley Kubrick. Anche Arno Kompatscher, presidente della Provincia Autonomia di Bolzano, ha ricordato il rispetto del cronoprogramma. Ribadendo come il NOI rappresenti il «punto focale della strategia innovativa della Provincia». Un parco che nasce come un vestito sartoriale su misura per le esigenze delle aziende e che mette in luce quattro grandi punti di forza altoatesini. «Partiamo dai punti di forza che già abbiamo – ricorda il Presidente della Provincia –. Agroalimentare, tecnologie alpine dove abbiamo aziende leader nel mondo, il green e l'automazione che serve in modo trasversale per sostenere queste tecnologie».  Green, Food, Ict&Automation, Tecnologie Alpine: termini che sempre più rappresenteranno la carta d’identità innovativa dell’Alto Adige.

Da Calvino alla performance teatrale per l’inaugurazione

Tornando alla Boschi, che ha parlato a braccio salutando il pubblico in tedesco, nel suo discorso ha poi citato anche Calvino e le sue «città invisibili» per parlare dell’obiettivo raggiunto dal parco tecnologico. «La grande sfida che coinvolge tutte le nostre città – ha detto  – le nostre realtà urbane è quella di mantenere la propria “anima”, la propria identità, e al tempo stesso fare in modo che i cambiamenti migliorino innanzitutto la vita dei cittadini, diano loro benessere, assicurino loro qualità della vita. Se questa è la sfida, si può dire che non solo Bolzano, l’intera provincia e tutto l’Alto Adige, la stanno vincendo. L’esempio della “green region” Alto Adige può essere un modello da seguire anche per le altre regioni». Un progetto che dà slancio a Bolzano, come ha ricordato il sindaco Renzo Caramaschi, in un intervento nel quale ha messo insieme innovazione e inclusione.

Ad aprire il momento dei saluti sono stati Hansi Pickler e Helga Thaler Ausserhofer, vertici di IDM Alto Adige – Südtirol e Bls, il committente del progetto. Sul palco poi due presentatori d’eccezione: Ulrich Stofner e Hubert Hofer, direttore del Dipartimento economia, innovazione e Europa della Provincia il primo, e responsabile Sviluppo di IDM il secondo. Ma lo spettacolo era già partito prima, grazie alla performance realizzata da Andrea Bernard e coordinata da Elisa Weiss. Oltre un’ora di rappresentazione che ha tenuto incollato alle sedie il pubblico: la storia dell’Alto Adige ripercorsa rendendo evidente il legame indissolubile fra tradizione e futuro. Uno spettacolo che si è concluso con un video, che vi proponiamo qui sotto, che «svela» numeri e peculiarità del NOI Techpark.

 

La riqualificazione architettonica

La costruzione di NOI Techpark incarna lo spirito green della provincia. Progettato da Claudio Lucchin & Architetti Associati e dallo studio italiano del gruppo Chapman Taylor, Nature of Innovation nasce infatti dal recupero del complesso industriale dell’Alumix di Bolzano, storico stabilimento costruito nel 1937. «Qui passato e futuro si incontrano», ha ribadito Ulrich Stofner, direttore del Dipartimento provinciale economia, innovazione ed Europa. L’entrata di NOI Techpark è un edificio chiamato Black Monolith, il monolite nero. La copertura di questo edificio è rivestita con pannelli fotovoltaici scuri e lastre in schiuma d’alluminio scura. «Questo complesso – ricorda Stofner – al momento della sua apertura, nel 1937, era il più grande stabilimento per la produzione di alluminio in Italia. Si tratta di un esempio fantastico di architettura razionalista, ovviamente sotto tutela, che nel NOI Techpark viene integrato con la modernità rappresentata da questo monolite orizzontale, ricoperto proprio di alluminio, simbolo della conoscenza umana, che richiama 2001, Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Una metafora che prosegue con la leggera inclinatura della struttura che serve a ricordare l’essere umano che si alza in posizione eretta man mano che procede nella sua evoluzione. Di fronte all’entrata svetta la torre piezometrica trasformata in opera d’arte contemporanea». Di notte un’illuminazione da set cinematografico esalta la monumentalità del luogo, segnalando l’incessante lavoro che si svolge all’interno. Si tratta di un quartiere che vivrà in simbiosi con la città: ristoranti; un teatro a gradoni per appuntamenti serali; un centro eventi composto da quattro sale. E sono già oltre 400 le «teste», le persone insediate al NOI Techpark. Un edificio nel quale si respirava, già prima dell’inaugurazione, quella contaminazione di idee necessaria per pensare in grande.

 

Scheda

Aziende, startup e centri di ricerca

Oltre 20 laboratori, 6 istituti di ricerca di respiro internazionale (Fraunhofer Institute Italia, Eurac Research, Unibz- Università di Bolzano, Centro di sperimentazione agroforestale Laimburg, Eco Research, Agenzia CasaClima), 40 startup e 20 aziende – fra le quali Huawei, Maccaferri, Grandi Salumifici Italiani, Leitner – a formare il cuore già pulsante del NOI Techpark, all’interno dell’area di 12 ettari, per un investimento di 124 milioni di euro da parte della Provincia Autonoma di Bolzano. Un’ex fabbrica di alluminio che, a 80 anni dall’apertura datata 1934, diventa ora un polo di innovazione.