Imprese

7 novembre 2017Carlo Dagradi

Quando lo scultore è un robot: il legno della Val Gardena diventa arte in 3D

La scintilla? Una commessa di Audi per costruire modellini della TT. Così il sapere tramandato da generazioni e l'alta tecnologia si fondono nei laboratori di 3DWood. E l'arte dello scolpire varca l'ultima frontiera

È il 1998: dalla Val Gardena, già nota in tutto il mondo per l’artigianalità delle sculture in legno, parte una serie di plichi postali. Destinazione, le principali banche e aziende della Germania. Alle quali si chiede se, per il prossimo Natale, hanno considerato l’ipotesi di regalare ai propri clienti o fornitori qualche lavorazione artistica gardenese. Nel caso, ecco il catalogo, 100% made in Alto Adige: una selezione delle sculture di arte sacra e no, che da 400 anni si realizzano in Val Gardena. Dopo un paio di mesi, soltanto un’azienda risponde: è Audi. Solo che non hanno bisogno di statue per Natale. «Mi hanno chiesto di andare a Ingolstadt nella loro sede, perché volevano commissionarmi un lavoro speciale: fabbricare una serie di modellini di un’auto ancora supersegreta, che sarebbe stata presentata ai giornalisti di tutto il mondo dopo qualche mese». Un ordine da 80 pezzi, poi aumentato fino a 2.200. L’auto era la mitica Audi TT, una rivoluzione nel design con le sue linee curve e una vera sfida da riprodurre in scala, sui classici pantografi con legno della Val Gardena.

Lo racconta oggi Egon Bernardi, all’epoca soltanto il titolare di una delle tante imprese artigianali del legno gardenesi, e adesso presidente della Srl 3DWood: una realtà che riunisce tecnologia digitale e scultura artigianale del legno in un modo del tutto unico. «Abbiamo messo al lavoro tutte le persone di cui disponevamo, e abbiamo rispettato la commessa: giornalisti di tutto il mondo hanno ancora sulle scrivanie i nostri modellini della TT, in acero e mogano oggi, quasi 20 anni dopo, riceviamo ancora ordini grazie a quei modellini sparsi per il mondo» dice Egon, guardando quella che fa bella mostra sulla sua scrivania, nella sede di Pontives/Laion appena fuori Ortisei.

Da Audi a Porsche

Per realizzare le 2.200 TT, 5 persone lavorarono un anno intero con il pantografo scolpitore: in pratica, un sistema quasi del tutto manuale che “replica” 20 pezzi alla volta partendo da un modello realizzato quasi del tutto a mano. È così che, da decine di anni, gli artigiani gardenesi (ad eccezione degli scultori “puri”), realizzano “in serie” le statue che vendono in tutto il mondo. Solo che, dopo il successo con Audi, Bernardi riceve una seconda telefonata. «E questa volta è Porsche, pronta ad affidarci lo stesso lavoro per il celeberrimo Cayenne. Accetto con entusiasmo, ma...». Ma il dirigente della casa di Stoccarda estrae da un cassetto il dvd con il file tridimensionale del suv. «E io non sapevo nemmeno cosa fossero i dati digitali in 3D, tantomeno avevo computer, programmi e macchinari adatti per gestirli» racconta Bernardi. Che così è costretto a rientrare a Laion a mani vuote e senza il lavoro. «Avevamo perso un grosso lavoro perché non eravamo abbastanza evoluti con la tecnologia: mi sono ripromesso di non commettere mai più lo stesso errore» commenta.

Stare al passo con la tecnologia

Tornato in Val Gardena, inizia a riprogettare completamente il concetto stesso del lavoro artigiano. «Ho capito che una sgorbia, un pantografo o uno scanner 3D abbinato a un robot 7 assi a controllo totalmente digitale sono semplicemente strumenti tecnologici: l’artigianalità si può esprimere attraverso ciascuno di essi. Anzi, con quello più evoluto si esprimerà anche meglio» afferma Bernardi. Così nel 2006, sei anni dopo l’episodio con Porsche, nasce 3DWood, l’azienda consortile che sta facendo espandere la competenza gardenese nei settori dell’architettura, dell’arte, dell’oggettistica, dell’elettronica ma anche del disegno industriale, della riproduzione in ambito scientifico/tecnologico e perfino dello studio dei nuovi materiali. Già, perché se è vero che non ci sono limiti a quello che si può realizzare con le migliaia di essenze differenti, la capacità e la ricerca di 3DWood si spingono anche oltre.

Robot “quasi umani” che estraggono forme dal legno

«Oggi possiamo lavorare anche su speciali polimeri, costruiti su indicazione del cliente: resta il fatto che, in ogni caso, il legno è straordinario per quasi tutti gli usi, tecnologici o artistici. A volte, quello che facciamo è già stato realizzato con altri materiali: metallo, vetro, plastiche, pietre. Il legno, grazie allo sviluppo tecnologico che lo supporta, è un materiale che si presta a realizzare ogni cosa: con il legno, se qualcosa non è possibile oggi, lo sarà domani» commenta Bernardi. Dai lavandini alle vasche da bagno, dagli ingranaggi alle penne a sfera, passando per sculture così complesse e sinuose che sembrano colate in uno stampo a cera… sembra non ci sia limite a quello che i robot e le supertecnologiche frese cnc al lavoro nell’officina della 3DWood possono fare, estraendo da blocchi di legno forme complesse, più velocemente e con maggior precisione di qualsiasi persona in carne e ossa.

In effetti, a vederli all’opera, danno l’impressione di avere qualcosa di umano. «Ce l’hanno. I nostri robot scolpiscono con la precisione del centesimo di millimetro quello che l’artista, il designer o l’ingegnere hanno messo in un file 3D al computer o realizzato con le proprie mani, magari in scala diversa e con un materiale diverso dal legno. È qui che entra in scena il nostro lavoro: sappiamo far “vedere” al robot quello che il nostro designer ha fatto o anche solo pensato. E siamo in grado di istruirlo per estrarre quella precisa forma dal blocco di legno» spiega Bernardi.

Legno, tecnologia e soprattutto tradizione

L’Audi TT e l’ordine non evaso da Porsche sono state le scintille che hanno permesso alla creatività di 3DWood di nascere. Forse, un segno del destino: la TT deve il proprio nome a Tradition und Technik, tradizione e tecnica. Ed è quello che accade in Val Gardena da 400 anni, da quando si iniziò a scolpire il legno e a costruire sempre nuovi strumenti tecnologici per farlo. «Essere nati e crescere qui per noi è essenziale. Noi invitiamo nella nostra valle i clienti da tutto il mondo, per far vedere loro il mix di culture, di lingue, di tradizioni e di attenzione alla natura: qui, in Alto Adige, questi concetti si esprimono al meglio. Ed è da qui che partiamo quando accogliamo l’ispirazione dei nostri clienti, risolvendo per loro i problemi tecnologici che si intromettono tra i loro sogni e la bellezza della creazione. Legno, sapere tramandato da generazioni e tecnologia fusi insieme sanno davvero fare qualcosa di straordinario: e l’Alto Adige è il luogo migliore dove farli incontrare».

 

Scheda

La carta d'identità dell'azienda in numeri

La 3DWood è stata fondata nel 2006, in seguito alla progressiva introduzione di strumenti tecnologicamente avanzati nel lavoro degli artigiani della Val Gardena. Il personale impiegato da 3DWood è aumentato del 450% in soli 11 anni. Esporta in tutti i 5 continenti del mondo. Riceve circa 1.000 richieste di lavoro all'anno, di cui circa il 60% sono specifici ordini di realizzo completo: significa che ogni giorno ricevono 4,5 richieste di realizzazione, ciascuna unica nel proprio genere. Allo stato attuale conta circa 350 clienti in tutto il mondo, tra industria, artisti, istituzioni museali, architetti, ingegneri e privati.

L'Audi TT , vent'anni di storia

La prima serie, prodotta fino al 2006, era fatta di veicoli lunghi poco più di 4 metri con un design diventato inconfondibile. I modellini dell' Audi TT hanno rappresentato per Bernardi l'inizio di una lunga storia che ha portato poi alla fondazione della 3DWood. Nel 2006 la seconda serie del modello, tuttora in produzione. Nel 2018 la TT compierà vent'anni. Un percorso che ha accompagnato l'avventura di Bernardi.